CO2 (anidride carbonica, biossido di carbonio)

CO2, un gas naturale

La CO2 (anidride carbonica o biossido di carbonio) è un gas inerte, inodore ed incolore, naturalmente presente in atmosfera in concentrazioni limitate.

La CO2 è parte dei cicli biogeochimici naturali, quale il risultato della ossidazione delle molecole organiche (cioè le molecole della vita, definite “carboniose” proprio perché strutturate intorno all’atomo di carbonio).

Non è tossica, non è nociva: è un composto naturale ed è parte dei cicli naturali.

Una volta che viene generata, la CO2 trova il suo “destino ambientale” nell’atmosfera, qui permanendo e contribuendo positivamente all’effetto serra naturale: questo effetto è il fenomeno di termoregolazione naturale della Terra, che permette condizioni termiche idonee alla nascita ed al mantenimento della vita terrestre.

 

La CO2 legata alle attività umane

A partire dalla seconda metà del 1800, però, le attività dell’uomo hanno fatto sì che questo gas si sia progressivamente accumulato in atmosfera, accentuando l’effetto serra e determinando un riscaldamento del clima terrestre. (vedi nota)

Il quale è a sua volta causa di squilibri del comparto atmosferico, idrico e biologico, con conseguenze prospetticamente sempre più rilevanti sull’uomo e sulla sua economica.


L’uomo ha infatti man mano accresciuto l’uso di combustibili fossili (petrolio, gas naturale, carbone) a scopo combustivo: in questo modo è andato ad estrarre (“decompartimentare”) il carbonio che era contenuto nel sottosuolo nelle molecole organiche di questi combustibili, bruciandole e reimmettendo così il carbonio in atmosfera in forma ossidata (la CO2, appunto).

La CO2 è allora il risultato della ossidazione (combustione) dei combustibili fossili, i quali effettivamente costituiscono la principale fonte umana di emissione atmosferica di CO2 dell’era moderna.

La quale, a sua volta, costituisce oggi il principale responsabile dell’aumento dell’effetto serra antropicamente indotto.

La concentrazione di CO2 nell’atmosfera risulta attualmente pari a circa 390 ppm (430 ppm CO2 equivalente se si includono anche gli altri gas serra), con un ritmo di crescita di 2,5 ppm annue: il limite di concentrazione atmosferica di CO2 per poter limitare l’incremento di temperatura sotto i 2 °C (e quindi sperare in effetti non disastrosi dei cambiamenti climatici) è stato quantificato in 450 ppm CO2 eq, un limite a cui siamo pericolosamente prossimi.


Come ridurre le emissioni di CO2?

Coerentemente con le indicazioni del Protocollo di Kyoto, in Rete Clima offriamo a imprese e cittadini una ampia gamma di attività per la riduzione delle emissioni di CO2 (attraverso una diminuzione dei consumi di energia e materia) e compensare localmente le emissioni di CO2 residuali (creando carbon sink locali quali opportunità di incremento dell’assorbimento forestale vegetale).

Il tutto passando attraverso una buona dose di educazione/formazione ambientale e climatica, necessaria per poter capire il problema e le possibili azioni individuali e quotidiane.

E tu? Vuoi partecipare al nostro progetto territoriale di contrasto al cambiamento climatico sostenendo le nostre attività?


Per dubbi o per maggiori informazioni contattaci a: reteclima@reteclima.it


Nota: se in condizioni naturali è il vapor acqueo il principale gas ad effetto serra, oggi il principale ruolo nel riscaldamento globale è ricoperto dalla CO2, prodotto di combustione del petrolio (e derivati): la concentrazione di CO2 in condizioni pre-industriali era di circa 270 ppm (parti per milione) oggigiorno la sua concentrazione -come già dicevamo sopra- si aggira intorno ai 390 ppm (dati più precisi in basso a sinistra in homepage, ripresi dal sito www.co2now.org e alla pagina di approfondimento sul Uomo e le sue emissioni).

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