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	<title>Rete Clima</title>
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		<title>Svizzera: verso una nuova legge federale per la riduzione delle emissioni di CO2 e di gas serra entro il 2020</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima, Cambiamenti Climatici, Emissioni gas serra]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/legge_co2_svizzera-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="legge_co2_svizzera" title="legge_co2_svizzera" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />In Svizzera è stata avviata la consultazione pubblica in riferimento alla nuova legge rivolta alla riduzione delle emissioni di alcuni settori produttivi nazionali (quali: settore residenziale, industriale e trasporti) del 20% nel periodo 2013-2020: il termine della consultazione medesima è stato posizionato ad agosto 2012. A seguito di una apposita delibera del parlamento Svizzero realizzata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/legge_co2_svizzera-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="legge_co2_svizzera" title="legge_co2_svizzera" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>In Svizzera è stata avviata la consultazione pubblica in riferimento alla nuova legge rivolta alla riduzione delle emissioni di alcuni settori produttivi nazionali (quali: settore residenziale, industriale e trasporti) del 20% nel periodo 2013-2020: il termine della consultazione medesima è stato posizionato ad agosto 2012.</p>
<p>A seguito di una apposita delibera del parlamento Svizzero realizzata nel dicembre 2011, la legge sta quindi avviandosi verso la sua fase definitoria per l&#8217;approvazione di un testo finale che potrà anche prevedere un aumento della <a href="http://www.reteclima.it/carbon-tax-in-italia-ddl-delega-fiscale-per-il-finanziamento-delle-fonti-rinnovabili/">carbon tax</a> elevetica a partire dal 2014: attualmente la tassa svizzera sulla CO2 emessa vale 36 franchi/t CO2, ma avvicinandosi al 2020 il suo valore potrebbe essere aumentato fino anche a valori oltre i 100 franchi a tonnellata (quale un massimo di 120 franchi).</p>
<p><span id="more-1949"></span></p>
<p>Secondo i contenuti della norma in consultazione, i tre settori sopraccitati saranno coinvolti in questo processo di riduzione delle proprie emissioni sulla base di obiettivi di riduzione differenziati e che valgono: &#8211; 40% per l&#8217;edilizia; &#8211; 15% per l&#8217;industria; &#8211; 10% per i tasporti.</p>
<p>Sempre secondo i contenuti della norma in consultazione, saranno altresì esentate da questa strategia di <a href="http://www.reteclima.it/superare-il-sistema-cap-a-trade-tassare-i-prodotti-in-base-alle-emissioni-di-co2-generate/">pagamento ambientale compensativo</a>: le aziende per le quali l’onere legato alla tassa risulti essere troppo elevato (qualora però dimostrino un adeguato piano per la riduzione delle proprie emissioni aziendali entro il 2020: saranno invece sono soggette ad una procedura semplificata le piccole imprese che emettono meno di 1.500 tonnellate di CO2/anno); le centrali termiche a combustibili fossili soggette all’obbligo di compensare le proprie emissioni; le imprese che partecipano al sistema di scambio delle quote di emissioni. </p>
<p>Nel testo fase di consultazione è previsto anche lo sviluppo del sistema di scambio delle quote di emissioni svizzero in relazione con quello europeo, in vista di un maggiore coordinamento e dell&#8217;inclusione anche delle <a href="http://www.reteclima.it/trasporto-aereo-nellets-emission-trading-scheme-le-emissioni-aeree-di-co2-ora-hanno-un-prezzo/">emissioni collegate al traffico aereo</a>.</p>
<p><br/><br />
Lo Staff di <span class="reteclima">Rete Clima<sup>&reg;</sup></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Clini a Solarexpo 2012: il futuro dell&#8217;Italia è nelle fonti rinnovabili</title>
		<link>http://www.reteclima.it/clini-a-solarexpo-2012-il-futuro-dellitalia-e-nelle-fonti-rinnovabili/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 05:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia, Fonti Rinnovabili, Efficienza Energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/clini_rinnovabili-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="clini_rinnovabili" title="clini_rinnovabili" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />In occasione di Solarexpo 2012 il Ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini ha detto testualmente (riferendosi ai decreti sulle tariffe incentivanti per le fonti energetiche rinnovabili): “Il futuro dell&#8217;Italia si gioca nella possibilitè di aumentare il ruolo delle fonti rinnovabili”. E mentre il Governo sta studiando un sistema di revisione degli incentivi per il settore delle rinnovabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/clini_rinnovabili-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="clini_rinnovabili" title="clini_rinnovabili" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>In occasione di Solarexpo 2012 il Ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini ha detto testualmente (riferendosi ai decreti sulle tariffe incentivanti per le fonti energetiche rinnovabili): “<em>Il futuro dell&#8217;Italia si gioca nella possibilitè di aumentare il ruolo delle fonti rinnovabili</em>”.</p>
<p>E mentre il Governo sta studiando un sistema di revisione degli incentivi per il settore delle rinnovabili (anche mediante l’adozione di nuove tariffe incentivanti), Clini auspica che &#8220;<em>Le rinnovabili della parte elettrica passino dall&#8217;attuale 26% al 35%</em>&#8220;.</p>
<p><span id="more-1910"></span></p>
<p>Ancora Clini: &#8220;<em>Questa è una sfida non indifferente in un Paese come l&#8217;Italia che è molto appesantito dalle procedure. Dall&#8217;altro dobbiamo rivedere alcuni dei valori degli incentivi, per fare in modo che la riduzione degli incentivi stessi non impatti negativamente sullo sviluppo delle fonti rinnovabili</em>&#8220;. </p>
<p>Finalmente delle parole sensate.</p>
<p><br/><br />
Lo Staff di <span class="reteclima">Rete Clima<sup>&reg;</sup></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Club di Roma e riscaldamento climatico: + 2°C entro il 2052 e + 2,8°C entro il 2080</title>
		<link>http://www.reteclima.it/club-di-roma-e-riscaldamento-climatico-2c-entro-il-2052-e-3c-entro-il-2080/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 05:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima, Cambiamenti Climatici, Emissioni gas serra]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/club_di_roma_2052_clima_+2°C1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="club_di_roma_2052_clima_+2°C" title="club_di_roma_2052_clima_+2°C" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Il &#8220;Club di Roma&#8221; (storico gruppo che riunisce scienziati, industriali, economisti e capi di stato che si interessano di ambiente e di revisione del modello di sviluppo in chiave sostenibile), ha recentemente presentato la pubblicazione di Jorgen Randers &#8220;2052: A Global Forecast for the Next Forty Years&#8220;. Secondo questo testo stanno crescendo le possibilità che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/club_di_roma_2052_clima_+2°C1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="club_di_roma_2052_clima_+2°C" title="club_di_roma_2052_clima_+2°C" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>Il &#8220;<a href="http://www.clubofrome.org/">Club di Roma</a>&#8221; (storico gruppo che riunisce scienziati, industriali, economisti e capi di stato che si interessano di ambiente e di revisione del modello di sviluppo in chiave sostenibile), ha recentemente presentato la pubblicazione di Jorgen Randers &#8220;<a href="http://www.clubofrome.org/?p=703">2052: A Global Forecast for the Next Forty Years</a>&#8220;. Secondo questo testo stanno crescendo le possibilità che l&#8217;uomo NON riesca a sopravvivere su questo pianeta qualora prosegua nel suo sovrasfruttamento delle risorse naturali, senza procedere verso una pianificazione sostenibile del proprio sviluppo.</p>
<p><span id="more-1885"></span></p>
<p>Con particolare riferimento al cambiamento climatico, la pubblicazione prevede un <a href="http://www.reteclima.it/riscaldamento-climatico-1dc-determinera-il-7-dei-raccolti-e-attenzione-allindia/">aumento della temperatura globale terrestre di 2°C entro 40 anni</a> (al 2052, da cui il titolo di questo lavoro scientifico) e di circa 3 °C entro il 2080: la supposizione alla base di queste valutazioni è che i soggetti industriali ed <a href="http://www.reteclima.it/politici-sconsiderati-giocatori-climatici-prospettive-di-riscaldamento-climatico-a-4dc/">i Governi non si impegneranno abbastanza per affrontare il problema del riscaldamento climatico</a>, non riuscendo ad evitare aumenti della temperatura terrestre oltre i limiti di sicurezza.</p>
<p>Jorgen Randers (Autore del rapporto, già storico membro del Club di Roma e attuale Professore di strategia climatica presso la Norwegian School of Management): “<em><a href="http://www.reteclima.it/co2-causa-del-riscaldamento-climatico-e-della-fine-dellultima-era-glaciale/">Stiamo emettendo ogni anno un quantitativo di gas serra</a> due volte superiore a quanto viene <a href="http://www.reteclima.it/carbon-sink-e-bilancio-globale-di-carbonio/">assorbito dalle foreste del mondo</a> ma anche <a href="http://www.reteclima.it/gli-oceani-piu-caldi-assorbono-meno-co2/">dagli oceani</a> (pur con le pessime conseguenze collegate all&#8217;<a href="http://www.reteclima.it/cambiamento-climatico-ed-acidificazione-degli-oceani-gemelli-diversi-ma-pur-sempre-gemelli/">acidificazione degli oceani medesimi</a>). Questo superamento è destinato a peggiorare e raggiungerà il picco nel 2030</em>″.</p>
<p>Data questa previsione, il mondo si troverà in una <a href="http://www.reteclima.it/report-ipcc-gestione-degli-eventi-estremi-e-adattamento-al-cambiamento-climatico/">condizione pericolosa a causa del clima impazzito</a> nella seconda metà del presente secolo, con squilibri socio economici amplificati dalla crescita della popolazione mondiale che dovrebbe avere il proprio picco nel 2042 (toccando cifra 8,1 miliardi) e da una attività economica molto rallentata.</p>
<p>Randers: “<em>E’ improbabile che i governi opteranno per un regolamento che costringa i mercati a destinare più soldi alle soluzioni rispettose del clima, e non dobbiamo presumere che i mercati lavoreranno per il bene dell’umanità</em>”.</p>
<p>La società civile deve fare la sua parte per informare e muovere all&#8217;azione, anche perchè <a href="http://www.reteclima.it/costi-economici-dei-disastri-ambientali-nel-2011-secondo-munich-re-ammontano-a-380-miliardi-di-dollari/">i rischi climatici sono sempre più concreti e significativi</a>.</p>
<p><img src="http://www.reteclima.it/images/limits-to-growth.jpg" alt="" title="limits-to-growth" width="256" height="423" class="alignleft size-full wp-image-1971" />Una digressione finale: si noti che Jorgen Randers è stato uno degli autori della straordinaria serie dedicata ai &#8220;<a href="http://www.clubofrome.org/?p=1161" target="_blank">Limits to Growth</a>&#8221; (il cui primo rapporto fu pubblicato nel 1972 per volontà Aurelio Peccei, innescando una importante quanto innovativa discussione attorno ai limiti della crescita in questo nostro mondo limitato e finito).</p>
<p>Ad oggi la collana di pubblicazioni dei &#8220;Limiti&#8221; è giunta a 3 edizioni:</p>
<p>Meadows D. H., Meadows D. L., Randers J. e Behrens III W. W., 1972 &#8211; &#8220;<strong>I limiti dello sviluppo</strong>&#8221;</p>
<p>Meadows D. H., Meadows D.L., Randers J., 1993 &#8211; &#8220;<strong>Oltre I limiti dello sviluppo</strong>&#8221;</p>
<p>Meadows D. H., Meadows D. L., Randers J., 2006 &#8211; &#8220;<strong>I nuovi limiti dello sviluppo</strong>&#8221;</p>
<p>e con questo quarto documento il contesto è sempre più chiaro.</p>
<p>Se poi si conta che già nel 2006 veniva detto dagli autori che: &#8220;<em>Il risultato è che oggi siamo più pessimisti sul futuro globale di quanto non fossimo nel 1972. E&#8217; amaro osservare che l&#8217;umanità ha sperperato questi ultimi trent&#8217;anni in futili dibattiti e risposte volenterose ma fiacche alla sfida ecologica globale. Non possiamo bloccarci per altri trent&#8217;anni. Dobbiamo cambiare molte cose se non vogliamo che nel XXI secolo il superamento dei limiti oggi in atto sfoci nel collasso</em>.&#8221;&#8230;&#8230;&#8230;putroppo le prospettive ad oggi appaiono ancora meno rosee.<br />
<br/><br />
Lo Staff di <span class="reteclima">Rete Clima<sup>&reg;</sup></span><br />
<br/><br />
Per approfondimenti (dal sito web del Club di Roma):</p>
<p><a href="http://clubofrome.org/cms/?p=2107">The World in 2052</a></p>
<p><a href="http://clubofrome.org/cms/?p=2110">Global limits, a systemic crisis and its root causes</a></p>
<p><a href="http://clubofrome.org/cms/?p=2114">2052: What will the future hold?</a></p>
<p><a href="http://clubofrome.org/cms/?p=2118">Shaping the future: Six Global Goals</a></p>
<p><a href="http://clubofrome.org/cms/?p=2125">Institutions and delivery mechanisms</a></p>
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		<title>Palermo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:44:06 +0000</pubDate>
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		<title>Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:43:20 +0000</pubDate>
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		<title>Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:41:57 +0000</pubDate>
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		<title>Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:47:26 +0000</pubDate>
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		<title>Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 18:06:33 +0000</pubDate>
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		<title>Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 14:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>&#8220;Piano 20 20 20&#8243;: il Pacchetto Clima &#8211; Energia 20 20 20</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 22:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/piano_20-20-20-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="piano_20-20-20" title="piano_20-20-20" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Che cos’è il &#8220;Piano 20 20 20&#8243;? Si tratta dell&#8217;insieme delle misure pensate dalla UE per il periodo successivo al termine del Protocollo di Kyoto, il trattato realizzato per il contrasto al cambiamento climatico che trova la sua naturale scadenza al termine del 2012: il “pacchetto”, contenuto nella Direttiva 2009/29/CE, è entrato in vigore nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="http://www.reteclima.it/images/piano_20-20-20-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="piano_20-20-20" title="piano_20-20-20" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><h2>Che cos’è il &#8220;Piano 20 20 20&#8243;?</h2>
<p>Si tratta dell&#8217;insieme delle misure pensate dalla UE per il periodo successivo al termine del <a href="http://www.reteclima.it/protocollo-di-kyoto/">Protocollo di Kyoto</a>, il trattato realizzato per il contrasto al cambiamento climatico che trova la sua naturale scadenza al termine del 2012: il “pacchetto”, contenuto nella Direttiva 2009/29/CE, è entrato in vigore nel giugno 2009 e sarà valido dal gennaio 2013 fino al 2020.</p>
<p><span id="more-1794"></span></p>
<h2>Che cosa prevede il &#8220;Piano 20 20 20&#8243;?</h2>
<p>Ridurre le emissioni di gas serra del 20 %, alzare al 20 % la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20 % il risparmio energetico il tutto entro il 2020: è questo in estrema sintesi il contenuto del cosiddetto “pacchetto clima-energia 20-20-20” varato dall’Unione Europea.</p>
<p>L’obiettivo è ovviamente quello di contrastare i <a href="http://www.reteclima.it/i-cambiamenti-climatici-sono-una-realta-chi-dice-cosa/">cambiamenti climatici</a> e promuovere l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili tramite obiettivi vincolanti per i Paesi membri. </p>
<p><img src="http://www.reteclima.it/images/CO2.jpg" alt="" title="CO2" width="232" height="217" class="alignnone size-full wp-image-1809" />Ma qual è il significato reale di questo protocollo? E quali indicazioni e provvedimenti concreti contiene nello specifico?<br />
La prima esigenza per l’UE era sicuramente quella di trovare una modalità per impegnarsi nel periodo &#8220;post-Kyoto&#8221; senza attendere improbabili accordi globali: l’impegno europeo voleva essere nelle intenzioni esempio e traino in vista della <a href="http://www.reteclima.it/negazionismo-e-disinformazione-sul-clima/">COP 15 di Copenhagen del dicembre 2009</a>, dove si presupponeva di riuscire a raggiungere un accordo per il contrasto al cambiamento climatico anche sulla scorta dell’esperienza europea. Come si sa un accordo non è stato raggiunto ma l’UE ha voluto ugualmente promuovere il proprio impegno unilaterale, rilanciandolo oltre il -20% di emissioni entro il 2020 e portandolo al -30% per il 2030 e a -50 % nel 2050 (la baseline è il 1990).<br />
Quindi anche se non accompagnato da un impegno globale, il pacchetto clima-energia rimane un buon insieme di provvedimenti per contrastare il cambiamento climatico ed aumentare l’efficienza energetica.<br />
<br/></p>
<h2>Quali sono le misure contenute nel &#8220;Piano 20 20 20&#8243;?</h2>
<p>Di seguito riportiamo schematicamente le misure contenute nel pacchetto clima-emergia. </p>
<p>1) Revisione del Sistema EU-ETS (<a href="http://ec.europa.eu/clima/policies/ets/index_en.htm">European Union Emission Trading Scheme</a>) cioè il sistema che prevede lo scambio delle quote delle emissioni di gas serra, con un’estensione dello scambio di quote di emissione in modo tale da ridurre le emissioni stesse. Nel 2013 verrà introdotto un sistema comunitario di aste (auctioning) per l’acquisizione delle quote di emissione.</p>
<p>2) Promozione del sistema “Effort sharing extra EU-ETS”, cioè la ripartizione degli sforzi per ridurre le emissioni: è un sistema pensato per i settori che non rientrano nel sistema di scambio delle quote (come edilizia, agricoltura, trasporti eccetto quello aereo) per cui ai singoli stati membri viene assegnato un obiettivo di riduzione di emissioni (per l&#8217;Italia il 13%).</p>
<p><img src="http://www.reteclima.it/images/carbon_capture_storage-200x200.png" alt="" title="carbon_capture_storage" width="200" height="200" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1811" />3) Promozione del meccanismo del <a href="http://www.reteclima.it/ccs-carbon-capture-a-storage-in-gazzetta-ufficiale-come-stoccare-la-co2-senza-sapere-per-quanto-tempo/">Carbon Capture and Storage &#8211; CCS</a> (Cattura e stoccaggio geologico del carbonio): una delle possibili modalità della riduzione della CO2 in atmosfera è il suo stoccaggio in serbatoi geologici. Tale modalità rientra nel mix di strategie disponibili tramite l’istituzione di uno specifico quadro giuridico</p>
<p>4) Energia da fonti rinnovabili: l’obiettivo è quello che tramite queste fonti si produca il 20 % di energia nella copertura dei consumi finali (usi elettrici, termici e per il trasporto). Per raggiungere questa quota, sono definiti obiettivi nazionali vincolanti (17% per l&#8217;Italia): nel settore trasporti in particolare almeno il 10% dell’energia utilizzata dovrà provenire da fonti rinnovabili.</p>
<p>5) Nuovi limiti di emissione di CO2 per le auto: già da quest’anno (2011) il limite di emissioni per le auto nuove viene stabilito in 130 g CO2/km, mentre entro il 2020 il livello medio delle emissioni per il nuovo parco macchine dovrà essere di 95 gr. CO2/km.</p>
<p>6) Miglioramento dei combustibili: verranno introdotte nuove restrizioni (legate a salute e ambiente) sui gas serra prodotti dai combustibili. Durante l’intero ciclo di vita della loro produzione i gas serra dovranno essere ridotti del 6%.<br />
<br/></p>
<h2>Quali sono stati i passi preparatori al &#8220;Piano 20 20 20&#8243;?</h2>
<p>Per arrivare alla redazione della Direttiva 2009/29/CE, l’UE si era prefissata in precedenza i tre obiettivi che la caratterizzano (ridurre i consumi e aumentare il risparmio energetico, ridurre le emissioni, aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili) e aveva messo in atto una serie di protocolli e azioni, concentrati soprattutto nel periodo tra il 2001 e il 2008, che possono ora essere definiti come preparatori e propedeutici. </p>
<p><img src="http://www.reteclima.it/images/direttive-europee-200x200.jpg" alt="" title="direttive-europee" width="200" height="200" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1813" />Tali atti sono formalizzati in una serie di Direttive Comunitarie tra le quali ne ricordiamo di seguito alcune con i loro obiettivi specifici:<br />
- 2001/77/CE: sviluppo delle fonti rinnovabili elettriche con obiettivi senza sanzione;<br />
- 2004/8/CE: promozione della cogenerazione;<br />
- 2005/32/CE: progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia;<br />
- 2006/32/CE: efficienza degli usi finali dell&#8217;energia e servizi energetici;<br />
- 2008/98/CE: rifiuti;<br />
- 2009/29/CE (che riprende e modifica la 2003/87/CE): miglioramento ed estensione del sistema comunitario sullo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra.</p>
<p>Proprio questa ultima direttiva nominata, prevede la revisione dello schema ETS: tale revisione vuole garantire un taglio maggiore di emissioni nei settori maggiormente energivori.<br />
Da quest’anno 2012 è previsto che l’industria pesante aumenti la propria quota di taglio delle emissioni con 1/5 in più rispetto ai livelli del 1990. Il sistema ETS rivisto dalla direttiva entrerà a regime dall’inizio del 2013.<br />
<br/></p>
<h2>Le fonti energetiche rinnovabili nel &#8220;Piano 20 20 20&#8243;</h2>
<p>Un ulteriore importante direttiva è quella che riporta gli obiettivi e i mezzi finalizzati al raggiungimento della quota di 20 % di energia prodotta da fonti rinnovabili misurata sui consumi finali. L’UE ha infatti pubblicato il 5 giugno 2009 la Direttiva 2009/28/CE (disponibile a questo link: <a href="ttp://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:140:0016:0062:IT:PDF">http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:140:0016:0062:IT:PDF</a>) in cui vengono esplicitati gli indirizzi relativi al settore fonti rinnovabili.<br />
Secondo tale direttiva, ogni Paese membro avrebbe dovuto preparare entro il 30 giugno 2010 un primo Piano di Azione Nazionale (PAN) (in allegato la sintesi di quello italiano redatto dal Ministero per lo Sviluppo Economico). </p>
<p><img src="http://www.reteclima.it/images/consumo-energetico-200x200.jpg" alt="" title="consumo-energetico" width="200" height="200" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1815" />Quando si parla di consumi finali di energia si intendono tutte le forme di energia nel settore civile come in quello industriale: elettricità in primis ma anche consumi per il condizionamento (riscaldamento e raffrescamento) e nei trasporti, dove la previsione indica che i biocombustibili  vadano a coprire il 10 % dei consumi (la ripartizione degli obiettivi tra i diversi Paesi è stata fatta a partire da una stima dei consumi al 2020 e dal contributo dato alla produzione dalle fonti rinnovabili nel 2005). </p>
<p>Oltre a queste stime sono stati considerati la popolazione e il Pil; da questi calcoli l’obiettivo assegnato all’Italia è risultato essere del 17%: tale quota è da ripartire secondo ulteriori obiettivi specifici tra le singole Regioni (secondo una suddivisione chiamata “burden sharing”).</p>
<p>Oltre al PAN redatto in fase iniziale, l’UE insiste molto sulla raccolta statistica puntuale dei dati sui consumi e sulle diverse azioni intraprese a livello locale dai singoli Paesi per il raggiungimento dei propri target così da mettere in relazione le diverse esperienze, confrontarle e definire così i migliori piani di sviluppo.</p>
<p>Per maggiori informazioni contattaci a: <a href="mailto:reteclima@reteclima.it">reteclima@reteclima.it</a></p>
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