
In Svizzera è stata avviata la consultazione pubblica in riferimento alla nuova legge rivolta alla riduzione delle emissioni di alcuni settori produttivi nazionali (quali: settore residenziale, industriale e trasporti) del 20% nel periodo 2013-2020: il termine della consultazione medesima è stato posizionato ad agosto 2012.
A seguito di una apposita delibera del parlamento Svizzero realizzata nel dicembre 2011, la legge sta quindi avviandosi verso la sua fase definitoria per l’approvazione di un testo finale che potrà anche prevedere un aumento della carbon tax elevetica a partire dal 2014: attualmente la tassa svizzera sulla CO2 emessa vale 36 franchi/t CO2, ma avvicinandosi al 2020 il suo valore potrebbe essere aumentato fino anche a valori oltre i 100 franchi a tonnellata (quale un massimo di 120 franchi).
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In occasione di Solarexpo 2012 il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha detto testualmente (riferendosi ai decreti sulle tariffe incentivanti per le fonti energetiche rinnovabili): “Il futuro dell’Italia si gioca nella possibilitè di aumentare il ruolo delle fonti rinnovabili”.
E mentre il Governo sta studiando un sistema di revisione degli incentivi per il settore delle rinnovabili (anche mediante l’adozione di nuove tariffe incentivanti), Clini auspica che “Le rinnovabili della parte elettrica passino dall’attuale 26% al 35%“.
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Il “Club di Roma” (storico gruppo che riunisce scienziati, industriali, economisti e capi di stato che si interessano di ambiente e di revisione del modello di sviluppo in chiave sostenibile), ha recentemente presentato la pubblicazione di Jorgen Randers “2052: A Global Forecast for the Next Forty Years“. Secondo questo testo stanno crescendo le possibilità che l’uomo NON riesca a sopravvivere su questo pianeta qualora prosegua nel suo sovrasfruttamento delle risorse naturali, senza procedere verso una pianificazione sostenibile del proprio sviluppo.
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulla delega fiscale, diviso in tre diverse aree di cui una dedicata al riordino della tassazione ambientale al fine di promuovere la crescita e l’internalizzazione (dei costi ambientali nei costi di produzione): in questa parte viene proposta l’introduzione di una “carbon tax” in Italia, il cui gettito fiscale sarà destinato al “sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili”.
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Il grafico del National Climatic Data Center qui a sinsitra mostra che negli USA il mese di Marzo 2012 è stato molto molto caldo, ben oltre la media stagionale: in particolare, in più della metà del territorio nazionale la temperatura è stata superiore di oltre 8 °F (gradi Fahrenheit, pari a poco meno di 5 °Celsius) alla media delle temperature calcolata sul periodo 1981 – 2010 (quindi un periodo già molto più caldo rispetto al passato).
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La CO2 (biossido di carbonio) è un risaputo gas ad effetto serra, a cui in epoca moderna è riconosciuto il maggior contributo all’effetto serra antropicamente indotto.
Secondo il recente studio “Global warming preceded by increasing carbon dioxide concentrations during the last deglaciation” realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard, dell’Università del Wisconsin e della Oregon State University (pubblicato su Nature ad inizio Aprile 2012), la CO2 è anche la spiegazione delle dinamiche storiche di riscaldamento climatico.
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Da tutto lo Staff di Rete Clima® i migliori auguri di buona Pasqua.
Vegetariana, se possibile.
Lo Staff di Rete Clima®
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Nell’ambito della VI° assemblea annuale di Lter Italia (Rete Italiana per le Ricerche Ecologiche di Lungo Termine) svolta lo scorso 29 e 30 marzo 2012 a Roma, è stato presentato il volume ‘La Rete italiana per la ricerca ecologica a lungo termine’, a cura dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr (Ise-Cnr) di Verbania.
La pubblicazione è frutto di una raccolta di dati e misure da 22 siti nazionali caratterizzati dalla presenza delle principali tipologie di ecosistemi del nostro Paese (in aggiunta due siti esteri, in Antartide ed in Himalaya), condotti da diversi ricercatori di svariati Istituti italiani.
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Lo scorso febbraio è stato reso pubblico lo special report “Managing the Risks of Extreme Events and Disasters to Advance Climate Change Adaptation” (Srex), l’ultimo rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) frutto di tre anni di lavoro da parte di 220 scienziati di 62 Paesi del Mondo (e sottoposto a 18.611 revisioni indipendenti), nato allo scopo di favorire l’adattamento al cambiamento climatico: di questo testo era stato presentato il “summary per policymaker” a fine 2011, appena prima della COP 17 di Durban, proprio per sensibilizzare i decisori politici all’urgenza nell’azione di contrasto al riscaldamento climatico.
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In mezzo al grande clamore di questi giorni intorno agli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili, che sono presentati come il “peso” nella bolletta elettrica degli italiani, il Ministro dell’Ambiente Clini ha parlato molto chiaro.
In una intervista radiofonica a Caterpillar Am di Rai Radio2, Clini ha detto testualmente: “Facciamo bene i conti su cosa paghiamo nella bolletta elettrica”, proseguendo poi: “Se cominciamo a ‘pulire’ la bolletta da voci come il costo del nucleare abbandonato 25 anni fa, forse ci accorgeremmo che le voci sono un po’ diverse da quelle che sono state presentate“.
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