Esplorazioni nel Golfo del Messico con un sub e con un aereo


Dopo tanto silenzio sulle reali proporzioni della marea nera nel Golfo del Messico, l'Associated Press ha realizzato un bel servizio sul petrolio sversato seguendo un sub in una piccola esplorazione nel Golfo del Messico.

Il sub racconta che dopo cinque secondi di immersione già non riusciva a vedere più nulla: per i primi dieci metri non esiste più vita e nei successivi “è come una soluzione chimica”.

I pennacchi del rilascio si trovano anche fino a quaranta metri di profondità e ad una distanza di oltre 200 km dal punto di fuoriuscita.

Sempre da youtube è però anche possibile vedere l'oceano dall'alto, su un piccolo da turismo: il volo è stato effettuato il 9 giugno, sull'area di Grand Isle in Louisiana.

Anche se esiste una no-fly zone che non consente di volare sotto i 3000 piedi, è ugualmente sconvolgente vedere come l'estensione della zona inquinata sia praticamente a perdita d'occhio: si tratta di quelle lunghe strisce bianche che si vedono a video, e non nere come ci si potrebbe aspettare.

Quello che un po' tutti, in Rete, stanno notando è l'assoluta assenza delle sbandierate flottiglie di natanti addetti alla pulizia. Non c'è nessuno che almeno tenta di pulire, non ci sono equipaggi né barche né niente: peccato che un servizio di questa sera al Tg5 delle 20.00 (11 maggio 2010) mostrasse le barche in uscita per ripulire non appena si vedeva una piccola macchia in superficie.

Le ultime notizie tecniche degli esperti di TOD segnalano che il cap si sta muovendo moltissimo mentre il BOP rimane fermo. Qualcuno sembra osservare fuoriuscite di greggio da sotto, e dubita che il cap possa resistere fino al pozzo di contenimento di agosto.

Se dovesse cedere, sarebbe un disastro senza scampo.

In questo quadro è difficile credere all’ultima versione proposta dalla Bp, secondo la quale il crollo del condotto pozzo-superficie (da cui si è originato il disastro) non avrebbe nessuna relazione con il disastro della Deep Horizon.


Lo Staff di Rete Clima®



PS: a fianco della pagina web multi-webcam già segnalatavi, ecco una nuova pagina da un sito norvegese