Nature restoration law: la proposta della Commissione EU per il ripristino della natura

Nature restoration law: la proposta della Commissione EU per il ripristino della natura

Lo scorso 22 giugno, la Commissione europea ha presentato una nuova proposta di legge, la “Nature Restoration Law”, con obiettivi giuridicamente vincolanti per gli Stati membri, che mira a ripristinare entro il 2030 almeno il 20% delle superfici terrestri e acquatiche dell’Unione, con estensione – entro il 2050 – a tutti gli ecosistemi bisognosi di recupero. Riguarderà non solo le aree protette, ma tutti gli ecosistemi, compresi i terreni agricoli e le aree urbane.

Nature Restoration Law: inquadramento

Il cosiddetto "Pacchetto Natura" si inquadra nel framework generale del Green Deal Europeo, in particolare fa parte della Strategia per la Biodiversità al 2030. Con esso, la Commissione ha voluto porre le basi per poter svolgere un ruolo di leadership ai negoziati sul “Global Biodiversity Framework post-2020” che si concluderanno alla COP15 (Convenzione sulla biodiversità), in programma a Montréal il prossimo dicembre.

Il ripristino della natura rappresenta un tema di primo piano anche nell'agenda internazionale: l’anno scorso le Nazioni Unite hanno proclamato il decennio 2021-2030Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi” (UN Decade on Ecosystem Restoration 2021-2030).

NRL Nature restoration law

Un’iniziativa pioneristica

La Commissione stessa ha definito l’iniziativa “pionieristica” e per molti analisti si tratterebbe davvero, se approvata, di “una pietra miliare” nella storia della legislazione europea su ecosistemi e biodiversità, arrivata dopo 30 anni dalla direttiva Habitat del 1992.

Innanzitutto, il provvedimento proposto è un regolamento e quindi, a differenza di una direttiva, entrerà immediatamente in vigore a livello degli Stati membri una volta adottato dagli organi comunitari.

In secondo luogo, a differenza di quanto avvenuto con le precedenti direttive in materia, che erano su base volontaria, il raggiungimento degli obiettivi fissati in questa normativa, sia comunitari che nazionali, sarà giuridicamente vincolante per gli Stati membri. Entro due anni dal completamento dell’iter legislativo, gli Stati avranno l’obbligo di adottare dei Piani nazionali di Ripristino, da sottoporre al controllo della Commissione, inviando rapporti annuali sui progressi e l’attuazione delle misure previste. In caso di mancato rispetto degli obiettivi prefissati, gli Stati potrebbero essere esposti ad azione legale.

I cittadini europei sono stati chiari: vogliono che l’Unione Europea si impegni concretamente in favore della natura e la riporti nelle loro vite. Gli scienziati sono stati altrettanto chiari: non c'è tempo da perdere, la finestra d'azione si sta chiudendo. Ed è chiaro anche il risvolto economico: per ogni euro speso per il ripristino, ne guadagneremo almeno otto” - Virginijus Sinkevicius, Commissario europeo per l’ambiente, gli oceani e la pesca

Crediti: Dustin Humes Unsplash

Obiettivi vincolanti a lungo termine e piani dettagliati nazionali

La natura in UE è in allarmante declino, con oltre l'80% degli habitat in pessimo stato di conservazione; fino al 70% dei suoli dell’unione è contaminato e ciò comporta una perdita di 50 miliardi di euro per anno in produzione agricola; una specie su tre di api e farfalle è in calo demografico e una su 10 a rischio estinzione.

Per invertire questa tendenza, Il Pacchetto Natura fissa degli obiettivi generali a medio e lungo termine, che si sovrappongono alla esistente legislazione rafforzandola ed armonizzandola: entro il 2030 ripristinare almeno il 20% della superficie terrestre e marina europea, con estensione entro il 2050 a tutti gli habitat che necessitano di recupero.

NRL Nature restoration law

Più in dettaglio, la proposta contiene 7 specifici target per diversi habitat (foreste, ecosistemi agricoli, aree urbane, fiumi, mari). Verrà data priorità agli ecosistemi con il maggior potenziale di rimozione e stoccaggio del carbonio e che permettano la prevenzione o la riduzione dell'impatto degli eventi estremi. Si tratta delle cosiddette NBS (Nature based solutions) come le torbiere, le zone umide, le praterie marine (mangrovie, Posidonia).

Segnaliamo in particolare 4 di questi obiettivi:

  • Insetti impollinatori: invertire il calo delle popolazioni di impollinatori (api, bombi) entro il 2030 per tornare a farle crescere negli anni successivi;

  • Verde in città: al 2030 gli Stati membri devono garantire che non vi sia alcuna perdita netta di spazio verde urbano; successivamente si dovrà incrementarne la superficie totale nazionale di almeno il 3% entro il 2040 e di almeno il 5% entro il 2050. Ogni città o paese dovrà godere di almeno il 10% di copertura arborea;

  • Fiumi: entro il 2030 bisognerà raggiungere l'obiettivo di 25mila chilometri di fiumi a libero scorrimento, rimuovendo ostacoli come dighe e barriere di vario tipo;

  • Foreste e ecosistemi agricoli: aumento complessivo della biodiversità, con particolare riferimento a farfalle e volatili selvatici, favorendo la presenza di legno morto, fondamentale per la biodiversità.

NRL Nature restoration law

Al di fuori degli obiettivi giuridicamente vincolanti, agli Stati membri viene lasciato un ampio margine di manovra per decidere le migliori misure nazionali per il raggiungimento dei target, da esplicitare nei Piani Nazionali. Ogni area geografica presenta infatti caratteristiche molto diverse e sarebbe impossibile, da parte di Bruxelles, fornire indicazioni valide per tutte le nazioni.

Non solo aree protette

È molto importante sottolineare che la normativa non riguarda solo le aree protette già comprese nelle Direttive Habitat, Birds e Natura 2000, ma si applica a tutti gli ecosistemi esistenti. La Commissione fa notare che il “ripristino della natura non equivale alla protezione della stessa e non porta automaticamente a un aumento delle aree protette”: sebbene esso possa essere necessario anche nelle zone protette, non tutte le aree ripristinate diventeranno protette.

Il ripristino, infatti, consiste nel “vivere e produrre insieme alla natura”, portando più biodiversità ovunque, anche là dove si svolge l’attività economica.

NRL Nature restoration law

Benefici e costi

“Per la gente, il clima e il pianeta”, recita lo slogan della presentazione del pacchetto.

La Commissione ritiene che la legge dovrebbe contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici europei, sia attraverso la mitigazione che attraverso l’adattamento agli eventi estremi sempre più frequenti. Ripristinare l’ecosistema migliorerebbe inoltre la sicurezza alimentare, con un incremento della produttività agricola e conseguente maggiore indipendenza strategica. Si avrebbero infine impatti positivi sulla salute e sul benessere dei cittadini.

Si stima che ogni euro speso in ripristino del territorio porterà un ritorno economico da 8 a 38 €: si tratta quindi di un investimento vantaggioso i cui benefici superano di gran lunga i costi. Per sostenere il pacchetto la Commissione stanzierà ingenti finanziamenti, pari a 100 miliardi di euro allocati in totale a spese per la biodiversità, compreso il ripristino della natura.

Virginijus Sinkevicius

Il prossimo passo

Il prossimo passo sarà la discussione della proposta prima al Parlamento europeo e successivamente al Consiglio dei ministri dell’UE; solo con l’adozione, che dovrebbe arrivare a conclusione di questo Iter legislativo, il regolamento diventerà vincolante per tutti gli Stati membri.

ET e PV per Rete Clima


La proposta di legge è disponibile a questo link; qui il comunicato stampa, l’infografica è scaricabile a seguito.

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