Ipcc: rilasciato il V° rapporto sul clima, che conferma la responsabilità umana del climate change

Nei giorni scorsi abbiamo scritto dell'avvio del summit dell'Ipcc a Stoccolma con lo scopo di rilasciare il nuovo Rapporto sul cambiamento climatico.

Ebbene, oggi è stato pubblicato il Fifth Assessment Report (AR5) dell'Ipcc dal titolo "Climate Change 2013: The Physical Science Basis" e le sue conclusioni sono coerenti con quanto già anticipato e comunque con le indicazioni che la scienza sostiene da decenni: il cambiamento climatico esiste e l'uomo ne è con certezza la causa.

Due le frasi centrali: "Warming in the climate system is unequivocal" e "Human influence on the climate system is clear. This is evident in most regions of the globe".

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Ecco, forse questa è l'unica differenza importante, cioè il fatto che ora si è completamente certi della responsabilità umana nel riscaldamento del clima terreste (anche se i climatologi sono sempre stati certi di questa responsabilità diretta) e si è certi anche del fatto che il tempo per l'azione di mitigazione climatica si è ancor più ridotto (proprio mentre gli accordi internazionali ritardano irragionevolmente i tempi di azione) così come è chiaro il fatto che comunque alcune conseguenze sono ormai inevitabili.

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Clicca qui per consultare il portale media dell'Ipcc.

Clicca qui per scaricare e consultare il "Summary for Policymakers" (in lingua inglese), che riepiloga in forma sintetica i contenuti del lavoro del WP1 del Report.

Clicca qui per scaricare e consultare il "Summary for Policymakers" in lingua italiana, tradotto da T. Federico e F. Li Chiavi per il Comitato Scientifico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Concludiamo riportando il comunicato stampa del CNR al Fifth Assessment Report (AR5) dell'Ipcc.

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Comunicato Stampa del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) - Il nuovo rapporto Ipcc conferma il global warming

Illustrato a Stoccolma il Sommario del quinto rapporto sui cambiamenti climatici, cui hanno contribuito tre ricercatori dell’Isac-Cnr. Confermati il riscaldamento dell’atmosfera e degli oceani, lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento del livello del mare, l’aumento di CO2. L’attività antropica rappresenta una causa fondamentale di questi fenomeni

È stato presentato oggi a Stoccolma nel corso di una conferenza stampa internazionale il Sommario per i policymakers del Working Group 1 ('Le basi scientifiche del cambiamento climatico') del V Assessment Report (AR5) dell’Intergovernmental Panel for Climate Change (Ipcc). Tra gli autori e curatori di questo rapporto sul cambiamento climatico solo quattro ricercatori italiani, tra cui Maria Cristina Facchini, Sandro Fuzzi e Susanna Corti dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna. All’AR5 hanno contribuito nel complesso oltre 200 autori principali, 600 autori contributori e 50 curatori, oltre a 1.500 revisori di tutto il mondo, il solo WG1 di circa 2.200 pagine.

climate_change“Il nuovo rapporto conferma le tendenze sui cambiamenti climatici in atto”, spiega Maria Cristina Facchini, uno dei lead author del volume. “In particolare l’aumento della temperatura dell’atmosfera e degli oceani, l’incremento del livello del mare e la diminuzione dell’estensione e del volume del ghiaccio terrestre riscontrati sin dal 1950. Molti di questi fenomeni non hanno precedenti su una scala temporale che va dalle decine di anni ai millenni. Per quanto riguarda le temperature atmosferiche, ciascuno degli ultimi tre decenni è stato più caldo dei precedenti e il primo decennio del 21° secolo è stato il più caldo dal 1850. Dall’inizio del 20° secolo la temperatura media del pianeta è cresciuta di 0.89 °C, mentre il livello del mare è cresciuto in media di 19 cm. Inoltre, i ghiacciai dell’intero pianeta stanno perdendo massa e la copertura di ghiaccio dell’Artide sta diminuendo”.

cartello_co2Elemento chiave del rapporto è l’anidride carbonica (CO2), principale responsabile del cambiamento in atto tra i gas serra. “La concentrazione di biossido di carbonio nell’atmosfera è cresciuta di più del 20% rispetto al 1958 e di circa il 40% dal 1750”, precisa Sandro Fuzzi, review editor del volume. “È probabile al 95-100% che le attività antropiche, uso dei combustibili fossili e deforestazione, abbiano causato più della metà dell’aumento di temperatura osservato, che a sua volta ha causato il riscaldamento degli oceani, lo scioglimento dei ghiacci, l’acidificazione degli oceani, l’innalzamento dei mari e l’intensificarsi di alcuni fenomeni estremi nella seconda metà del 20° secolo”.

Le proiezioni per il futuro, basate su modelli matematici, indicano secondo l’Ippc un’ulteriore crescita della temperatura. “Le emissioni di gas serra stanno causando cambiamenti climatici in tutte le aree del pianeta, anche se non in misura uniforme, molti dei quali persisteranno per secoli. Per arginare questo circolo vizioso occorrono urgenti e importanti riduzioni delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra”, conclude Fuzzi.

Qui il link al sito ufficiale del WG1 – AR5.


Lo Staff di Rete Clima®

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