Science Based Target initiative (SBTi): le aziende verso la decarbonizzazione

Science Based Target initiative (SBTi): le aziende verso la decarbonizzazione

Gli Science Based Target sono obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti coerenti con le indicazioni della scienza del clima, in particolare quelle dettate dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) da cui sono nati gli obiettivi di contenimento del riscaldamento climatico concordati alla COP 21 di Parigi (2015).

I criteri più utilizzati per definire uno “Science based target” sono quelli stilati dalla “Science Based Target initiative” (SBTi), un partenariato promosso dallo UN Global compact (UNGC), dal World Resource Institute (WRI), dal CDP (Carbon Disclosure Project) e dal WWF, che ad oggi conta l’adesione di più di 2.000 aziende in tutto il mondo.

L’iniziativa SBTi è nata proprio con l’intento di supportare le aziende nell’adozione di obiettivi ambiziosi di mitigazione e guidarle nella transizione ad una economia a basso tenore di carbonio.

Le aziende svolgono infatti un ruolo centrale proprio perché la maggior parte delle emissioni globali di gas serra sono generate direttamente o indirettamente dal settore privato, un ruolo ben identificato anche dal già citato Accordo della Cop 21 di Parigi (2015) che affida alle aziende un ruolo di grande responsabilità rispetto alla decarbonizzazione.

science based target

Caratteristiche degli Science Based Target

Riduzioni rapide e significative

A partire dal luglio 2022 l’SBTi richiederà che i target di riduzione delle emissioni proprie di un’azienda (GHG di Scope 1 e 2) siano allineati all’obiettivo concordato nell'accordo sul clima alla COP 21 di Parigi (2015), cioè il contenimento della temperatura media globale entro +1,5°C al 2100.

Proprio l’IPCC calcola che per raggiungere tale obiettivo – fondamentale al fine di preservare la stabilità ecologica, sociale ed economica del pianeta – sia necessario ridurre le emissioni globali di CO2 del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010 e raggiungere emissioni nette zero intorno al 2050: per fare ciò sono però "necessarie rapide e profonde trasformazioni nell’energia, nell’utilizzo del suolo, nelle città e nelle infrastrutture, e nei sistemi industriali”.  

Ai fini di avviare rapidamente le azioni richieste, l’SBTi riconosce la necessità che le Aziende definiscano target di medio termine, anziché solamente target al 2050, come invece spesso oggi accade: un target al 2050 può infatti risultare poco concreto – se non addirittura fumoso e vano – se non sostanziato da un piano di azioni di decarbonizzazione da mettere in campo immediatamente.

Pertanto, SBTi richiede una chiara definizione:

* delle tempistiche

* delle quantità di riduzione delle emissioni di gas serra.

I target devono coprire da un minimo di 5 a un massimo di 10 anni dalla data di sottomissione degli stessi all’SBTi (a partire dal luglio 2022 – da 5 a 15 anni prima) e le riduzioni devono essere coerenti con quanto indicato dall’IPCC e dalle altre autorità specifiche per i diversi settori (per es.: la IEA per il settore energetico).

SBTi science based target

Riduzione delle emissioni e non offset

Per “riduzione” la SBTi intende la progressiva diminuzione delle emissioni climalteranti nel tempo.

L’utilizzo di tecniche di rimozione dei gas serra dall’atmosfera (ad esempio tramite piantagioni, ripristino degli ecosistemi, etc.) all’interno della catena del valore, o i progetti di “beyond value chain mitigation” (cioè riduzioni o rimozioni dall'atmosfera attuati al di fuori della propria catena del valore) non sono considerati da SBTi ai fini del conseguimento degli obiettivi di riduzione, venendo invece definiti da SBTi appunto come “offsets”.

Questa scelta deriva ancora dalla scienza. In un’ottica globale, infatti, la rimozione delle emissioni dall’atmosfera “è soggetta a molteplici limiti di fattibilità e sostenibilità” (IPCC), se non per una limitata parte di emissioni che non è altrimenti possibile ridurre per motivi tecnologici o economici nei settori cosiddetti “hard to abate”, quali essenzialmente aviazione o agricoltura.

In altre parole, siamo in grado di riassorbire dall’atmosfera solamente una parte limitata delle emissioni che produciamo, quindi la prima e principale scelta di mitigazione climatica sta proprio nelle azioni di riduzione emissiva.

Lo stesso vale per le riduzioni realizzate al di fuori della propria value chain (ad esempio finanziando un impianto rinnovabile in un paese in via di sviluppo in sostituzione di una centrale fossile): per raggiungere il Net Zero nelle emissioni globali dovranno comunque essere attuate strategie di riduzione lungo la filiera, indipendentemente dalle strategie di "offsetting" eventualmente attuate per raggiungere la carbon neutrality.

Immagine del Progetto Parà Portel REDD+ (Amazzonia), spesso utilizzato da Rete Clima per le attività di carbon offset aziendali

Emissioni “indirette” comprese nei target

I target di riduzione devono riguardare innanzitutto le emissioni serra associate alle attività proprie dell’azienda, nel suo core, cioè le emissioni di Scope 1 e Scope 2 (ad esempio legate all’utilizzo di combustibili nei mezzi aziendali o legate alla produzione dell’energia elettrica utilizzata, cioè le emissioni di gas serra di Scope 1 e Scope 2).

Devono però essere comprese nei target SBTi anche le emissioni associate alla catena del valore upstream e downstream (dette emissioni di Scope 3) nel caso in cui esse costituiscano più del 40% delle emissioni totali (cioè le emissioni di Scope 1+2+3).

Le emissioni serra di Scope 3 comprendono, per esempio, le emissioni legate al ciclo di vita delle materie prime e dei combustibili, ai trasporti per approvvigionamento e distribuzione dei prodotti, ai viaggi dei dipendenti, ai rifiuti prodotti, agli investimenti aziendali e - normalmente - costituiscono la larga parte dell'impatto climatico aziendale:

SBTi science based target

In questo modo SBTi richiede all’azienda di effettuare azioni di decarbonizzazione non limitate alla sola propria area di attività ma - quanto più - estese appunto anche alla value chain. Oggi sono ormai numerose le PMI che intraprendono la strada della mitigazione climatica perché spinte dai loro principali clienti B2B, i quali chiedono una "supply chain low carbon" al fine di ridurre anche le proprie emissioni di filiera.

Come definire gli Science Based Target in Azienda?

Il processo di adesione agli SBTi richiede:

  • l’invio di una lettera di impegno per la definizione di target in linea con l’SBTi,
  • il calcolo dell’inventario delle emissioni di gas serra aziendali, di scope 1, 2 e 3, secondo lo standard GHG Protocol;
  • (una volta quantificate le emissioni) si procede con il calcolo dei target di riduzione, i quali devono poi essere sottomessi a SBTi per la validazione ufficiale;
  • (una volta approvati, i target) questi devono essere pubblicati, entro due anni dalla firma della lettera di impegno;
  • ogni anno l’azienda deve dichiarare pubblicamente le proprie emissioni e i propri progressi verso il raggiungimento dei target di riduzione definiti.

Per le piccole e medie imprese – per SBTi sono le Aziende con meno di 500 dipendenti – è stato previsto un procedimento semplificato.

SBTi science based target
Crediti: SBTi

Rete Clima può accompagnare le Aziende in tutte le fasi tecniche ed amministrative di questo processo, quindi sia nel calcolo delle proprie emissioni serra aziendali, sia nella definizione degli obiettivi di riduzione (e sia nelle attività di offset), sia nella presentazione delle varie lettere e comunicazioni a SBTi.

Il nuovo Net Zero Standard

A ottobre 2021, proprio in occasione della COP26 di Glasgow, l’iniziativa ha prodotto una revisione dei suoi precedenti criteri, introducendo in aggiunta il cosiddetto “Net zero standard”.

Lo standard definisce target di lungo termine (“long term”), che possono essere eventualmente aggiunti ai target di “breve termine” (“near-term”) finora descritti: questi ultimi devono essere necessariamente presenti.

I target long-term devono essere relativi a non oltre il 2050 (il 2040 per il settore dell’energia) e devono essere consistenti con l’obiettivo di 1,5°C sia per gli scope 1 e 2, che per lo scope 3: sono dunque target consistenti e coerenti con emissioni globali nette zero a metà secolo.

Per gli obiettivi long-term, SBTi richiede un’ambizione minima di riduzione in generale compresa fra l’80% e il 100% delle emissioni assolute di partenza, dove l’80% è relativo a settori hard to abate quali agricoltura e silvicoltura.

Di nuovo, in linea con la scienza climatica, viene dunque lasciato poco spazio all’utilizzo di offsets che è sicuramente incoraggiato ma non è considerato rientrante nel computo delle riduzioni emissive.

Fra le varie progettualità di carbon offsets è richiesto l'utilizzo di tecniche di rimozione permanente dall'atmosfera per neutralizzare le emissioni rimanenti (0-20% a seconda del settore) una volta raggiunto il long-term SBT.

"Abatement" indica la riduzione delle emissioni, "Removals" le tecniche di rimozione permanente dei gas serra dall'atmosfera. Crediti: SBTi

Science Based Target (SBT): una opportunità per le Aziende

Adottare obiettivi di decarbonizzazione SBTi rappresenta per l’azienda una best practice e una scelta vincente in una logica ambientale, di CSR, di posizionamento e di comunicazione, in quanto:

  • conferisce estrema credibilità alla propria azione, con i conseguenti benefici in termini reputazionali nei confronti di clienti, investitori, autorità pubbliche;
  • permette di ricavare dei target concreti e perseguibili in tempi non troppo differenti dagli orizzonti di pianificazione tipici di un’azienda, semplificando così l’azione climatica.

Secondo l’SBTi, l’adesione all'iniziativa:

  • produce un miglioramento nella profittabilità,
  • aumenta la fiducia degli investitori,
  • guida l’innovazione,
  • riduce l’incertezza regolatoria,
  • rafforza la brand reputation”.

Le aziende aderenti all’SBTi stanno dimostrando che la creazione di un mondo climaticamente sicuro va di pari passo con operazioni aziendali di successo”.

Rete Clima mette a disposizione la sua esperienza decennale nel settore della decarbonizzazione aziendale, fornendo assistenza durante tutte le fasi di adesione all’SBTi, dal calcolo delle emissioni alla definizione dei target, come anche nell’implementazione di soluzioni concrete di decarbonizzazione e nella comunicazione dei propri risultati, come nell'accompagnamento alle relazioni formali con SBTi.


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