GHG Protocol e Standard GRI – Emissioni

GHG Protocol e Standard GRI – Emissioni

Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra (GHG), quali ad esempio la CO2, il metano ed i vari CFC, è il primo fondamentale passo nel percorso di decarbonizzazione di un’azienda, con l'obiettivo di raggiungere emissioni nette zero al 2050.

Calcolare le emissioni significa, per un’azienda, realizzare un inventario delle emissioni di gas serra dirette ed indirette associate al proprio esercizio aziendale annuale.

Perchè calcolare l'inventario dei gas serra

Pianificazione - tale inventario, anche detto carbon footprint di organizzazione, è fondamentale nella pianificazione delle misure di decarbonizzazione: fornisce infatti un’indicazione precisa di quali attività aziendali hanno associate le maggiori emissioni, permettendo la prioritizzazione degli interventi di decarbonizzazione in un’ottica costi-benefici.

Monitoraggio - il suo aggiornamento, svolto ogni anno o ad intervalli di pochi anni, permette il monitoraggio dell’efficacia delle azioni intraprese e dei progressi verso il raggiungimento degli obiettivi.

Comunicazione - la realizzazione di una carbon footprint è essenziale anche in un’ottica di comunicazione, in quanto dimostra un approccio serio, strutturato e quantitativo, al percorso di mitigazione dell’impatto climatico, rispondendo allo stesso tempo alle richieste dei principali standard di rendicontazione di sostenibilità (quale il GRI – vedi sotto).

Come si calcola una Carbon Inventory: il GHG Protocol

Lo standard più utilizzato per il calcolo è il GHG Protocol, sviluppato già a partire dal 1998 da una partnership fra il World Resource Institute, il World Business Council for Sustainable Development e altri fra NGOs, aziende e governi.

Il GHG Protocol definisce la classificazione delle emissioni aziendali, gli approcci per stabilire i confini dell’azienda e cosa debba essere compreso nel calcolo, i metodi di quantificazione e le linee-guida per la disclosure.

In particolare, il GHG Protocol suddivide le emissioni di gas serra in 3 categorie principali (quali GHG di Scope 1, 2 e 3) ed in ulteriori 15 categorie secondarie:

GHG protocol

Scope 1

Comprende le emissioni “dirette”, relative alle attività proprie o controllate dall’azienda. In termini tecnici, quelle generate dalle attività rientranti nei “confini organizzativi” dell’impresa.

Si tratta, ad esempio, delle emissioni associate all’utilizzo di combustibili fossili per alimentare mezzi aziendali o per alimentare caldaie per il riscaldamento degli ambienti o per la produzione: fanno però parte dello Scope 1 anche le perdite di gas refrigeranti (anch’essi gas serra) utilizzati negli impianti di raffrescamento, o le emissioni da processo,...etc.

Scope 2

Sono emissioni indirette dovute alla produzione dell’elettricità, del vapore o del calore (es. teleriscaldamento) utilizzati dall’azienda ma prodotti da terzi.

Scope 3

Sono le emissioni indirette legate alla catena del valore dell’azienda, upstream e downstream. Benché generate da fonti non possedute o controllate dall’impresa, sono indirettamente riconducibili alle attività aziendali, e spesso peraltro costituiscono la categoria più rilevante in termini quantitativi.

Il GHG Protocol suddivide lo Scope 3 in 15 Categorie:

Crediti: GHG Protocol

Rientrano nell’inventario le emissioni di gas serra di Scope 1, di Scope 2 e quella categorie di Scope 3 che, per esempio:

  • sono quantitativamente rilevanti rispetto al totale,
  • possono essere ridotte tramite azioni da parte dell’azienda,
  • contribuiscono al profilo di rischio aziendale (es. rischi climatici),
  • sono considerate materiali dagli stakeholder rispetto al profilo societario ed alle sue proprie attività.

All’interno della reportistica pubblica, l’eventuale esclusione di alcune fonti emissive deve essere opportunamente dichiarata e motivata alla luce dei criteri precedenti, a cui aggiungere l’indisponibilità dei dati necessari al calcolo.

Come rendicontare la Carbon footprint: lo standard GRI 305 “Emissioni”

Lo standard GRI (Global Reporting Initiative, fondata nel 1997) è lo standard per il reporting di sostenibilità più utilizzato in Italia e nel mondo.

Ha una struttura modulare divisa fra:

  • standard universali”, riguardanti disclosures generali e di contesto sull’azienda e l’approccio del management ai temi materiali;
  • standard specifici” per ciascun tema, fra cui scegliere i temi materiali (da rendicontare), divisi in tre sezioni: temi economici (serie “200”), ambientali (serie “300”) e sociali (“400”).

Per il GRI un tema è materiale, quando “riflette gli impatti economici, ambientali e sociali significativi dell'organizzazione, o influenza in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder.”

Crediti: GRI

Fra i temi ambientali è presente quello delle “emissioni”, quale l'indicatore 305, il quale definisce come e cosa rendicontare in materia di emissioni di GHG e di alcune sostanze inquinanti.

Il GRI 305 fa esplicito riferimento al GHG Protocol e basa su di esso le indicazioni di reporting, in particolare:

  • disclosure delle emissioni di Scope 1 (305-1);
  • di Scope 2 (305-2);
  • di Scope 3 (305-3);
  • disclosure dell’intensità di emissione di GHG, per unità di prodotto, di guadagno, etc. a seconda della definizione scelta (305-4);
  • disclosure delle riduzioni delle emissioni GHG ottenute (305-5).

Il supporto di Rete Clima

Rete Clima supporta l’azienda nei processi di calcolo e di rendicontazione della Carbon footprint di organizzazione (o di prodotto), secondo il GHG Protocol o altri standard riconosciuti a livello internazionale (ISO 14064-1, ISO 14067, PAS 2060).

In particolare Rete Clima può fornire:

  • supporto al calcolo delle emissioni di gas serra di Scope 1, 2, 3;
  • supporto alla certificazione di terza parte secondo le norme ISO;
  • supporto nella definizione di target a breve e lungo termine (es. 1,5°C), anche con adesione agli standard più rinomati quale la Science Based Target Initiative (SBTi);
  • supporto nella definizione di piani di decarbonizzazione, in particolare nell’individuazione di interventi concreti;
  • supporto nella reportistica relativa alla Carbon Footprint;
  • sviluppo di piani di decarbonizzazione aziendali;
  • supporto alla carbon neutrality aziendale;
  • realizzazione di attività di comunicazione e di stakeholder engagement, anche tramite eventi di forestazione Nazionale.


Leggi anche:

Science Based Target initiative (SBTi): aziende protagoniste della decarbonizzazione

ISO 14064-1: Carbon footprint delle Organizzazioni (Inventario dei gas serra)

Carbon footprint in Italia: Carbon footprint di Prodotto e di Organizzazione (ISO 14067 ed ISO 14064-1)

PAS 2060: certificare la Carbon Neutrality