Etichette climatiche: un marchio per indicare l’impronta climatica dei prodotti

Etichette climatiche: un marchio per indicare l’impronta climatica dei prodotti

Secondo un recente studio di Carbon Trust condotto su un campione statistico di circa 9.000 persone di 7 diversi Paesi (quali: Canada, Olanda, Italia, Stati Uniti, Svezia, Regno Unito e Spagna), i consumatori sarebbero favorevoli alla presenza sui prodotti di consumo di una indicazione circa l'impronta di carbonio collegata alla produzione di quel bene.

Una sorta di "etichetta climatica", quindi, che accompagnandosi all'etichetta del prodotto sia in grado di guidare i consumatori a fare scelte di consumo più consapevoli dal punto di vista ambientale: l'etichetta potrebbe infatti mostrare l’impatto causato dai singoli prodotti verso il clima e potrebbe permettere di confrontare i prodotti per poter scegliere quelli con una minore impronta di carbonio.

Il campione italiano del sondaggio appare essere particolarmente interessato a questa rendicontazione tramite etichetta climatica: sui circa 1.000 italiani intervistati l’85% ha infatti dichiarato di essere interessato in fase di acquisto a conoscere le emissioni di CO2 di un prodotto, manifestando il proprio favore all’introduzione di un marchio di impronta ambientale sui prodotti.

L'84% del campione ha confermato che si sentirebbe più favorevolmente orientato verso Aziende in grado di redicontare concretamente il proprio impegno nella riduzione dell’impronta di carbonio dei propri prodotti.

Il 60% del campione italiano crede inoltre importante conoscere le attività delle aziende rispetto alla riduzione delle emissioni di gas serra causate dalle proprie attività e dai propri prodotti.

Hugh Jones, Managing Director di Carbon Trust: "C'è una vera e propria forza propulsiva dietro a un processo di trasformazione di questo tipo, che si pone l’obiettivo di guidare i consumatori verso un cambiamento delle proprie decisioni di acquisto quotidiane in favore di prodotti a basse emissioni di carbonio". Anche perchè "in assenza di significativi cambiamenti comportamentali, sarà impossibile evitare gli impatti peggiori in materia di cambiamenti climatici".

Questo orientamento rispetto all'apposizione di etichette climatiche sui prodotti non è una novità assoluta.

La Danimarca sta infatti valutando ormai da qualche tempo di introdurre l'obbligo di inserire sui prodotti alimentari delle "etichette climatiche" che indichino la loro impronta verso l'ambiente ed il clima.

Il progetto, sostenuto dall'organizzazione imprenditoriale nazionale del settore alimentare, è particolarmente interessante proprio in ragione del fatto che un alimento può essere mediamente molto impattante a livello climatico, nell'ambito di tutte le attività della sua filiera di produzione e della sua catena distributiva.

Morten Hoyer (Direttore del Consiglio danese dell'Agricoltura e del Cibo) alla Cnn: "Il nostro obiettivo è quello di sviluppare un’etichetta accurata. Dobbiamo includere ogni informazione in modo di sapere, ad esempio, che impatto hanno i prodotti come i sostituti vegetali della carne composti con la soia coltivata in Sud America".

E poi ancora: "Tutti sanno che la produzione di cibo influenza il clima, ma se il resto del mondo producesse il cibo come facciamo noi in Danimarca, il mondo sarebbe un posto migliore".

Se nelle fasi di produzione e consumo di ogni prodotto si considerasse la variabile ambientale, effettivamente potremmo contribuire a costruire un mondo più sostenibile.

Ma ogni azione sul clima parte inevitabilmente dalla misura dell'impronta di carbonio dei prodotti (e delle Organizzazioni) per poter identificare come e dove poterla gestire, oltre che per informare e sensibilizzare gli stakeholder: ben vengano quindi le etichette climatiche, strumenti per diffondere cultura ambientale e scelte consapevoli.

Rete Clima può efficacemente supportare le fasi di valutazione, etichettatura, riduzione e compensazione dell'impronte climatica dei prodotti, in direzione di una reale decarbonizzazione delle attività antropiche.

Lo Staff di Rete Clima