Earth Overshoot Day 2010: finite le risorse che la Terra può regalarci in un anno

L’Earth Overshoot Day 2010 quest’anno cadrà il 21 agosto.

In altre parole, secondo i calcoli del Global Footprint Network (l'organizzazione internazionale che promuove la sostenibilità attraverso l'impronta ecologica)  il 21 agosto l'umanità avrà consumato tutte le risorse che la natura può fornire in un anno: se la Terra fosse un conto corrente, significa che dal 21 agosto il saldo del genere umano sarà in rosso.

Ciò vuol dire che da quel giorno in poi consumeremo risorse oltre la capacità della Terra di reintegrarle: non si tratta solo di cibo, ma anche della capacità di trattenimento e filtraggio dell'anidride carbonica (la CO2)....etc.

Questo sono solo due esempi dei servizi naturali che ci sono indispensabili per vivere e di cui fruiamo gratuitamente dal pianeta: altri indispensabili servizi naturali sono l’acqua che piove dal cielo in sostituzione di quella che consumiamo per scopi agricoli, industriali e domestici, o la capacità naturale di assorbire ed inertizzare scarichi, rifiuti, emissioni.

Dal 21 di agosto fino alla fine dell'anno continueremo a consumare risorse: ma anzichè attingere dalle risorse rinnovabili intaccheremo lo stock dalle riserve di risorse naturali, consumando quantità di risorse aggiuntive rispetto a quelle generate naturalmente dagli ecosistemi terrestri durante l'anno.

Insomma, consumiamo troppo, più di quanto la Terra sia in grado di fornirci, e il fragile equilibrio fra consumo di risorse e la loro ricostituzione (e anche tra emissione di gas serra e la capacità di assorbirle) si romperà sabato 21 agosto: con la diretta conseguenza che, in riferimento all’effetto serra, si accumuleranno gas a effetto serra in atmosfera.

Secondo il Global Footprint Network: "Quando si esauriscono in nove mesi le risorse di un anno si dovrebbe essere seriamente preoccupati - commenta il presidente Mathis Wackerhagel - la situazione- avverte- non è meno urgente sul fronte ecologico: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e carenza di cibo e acqua sono tutti chiari segnali di come non potremo più continuare a consumare a credito".

I diversi Paesi “attingono” dal bancomat della natura con un’intensità che varia a seconda delle abitudini della propria popolazione: inutile dire che l’Earth Overshoot Day è calcolato tenendo conto sia delle abitudini dell’Occidente sprecone sia della frugalità forzata dei Paesi più poveri.

L’anno scorso l’Earth Overshoot Day è caduto il 25 settembre. L’anticipo di un mese abbondante non è dovuto ad un maggior consumo di servizi naturali, ma ad un più raffinato metodo di calcolo.

Nel 2008, ancora col vecchio metodi di calcolo, l’Earth Overshoot Day è arrivato un paio di giorni più tardi rispetto al 2007: consumo di risorse un filino rallentato, effetto della crisi economica, si disse allora.

Anche questo 2010 non è esattamente un anno florido, e sarebbe interessante rifare i calcoli con i criteri precedenti: sarebbe triste scoprire che un eventuale maggior rispetto del pianeta venisse dalla recessione anzichè da scelte collettive consapevoli, di rispetto ambientale.

Da una intervista a Mathis Wackernagel, Presidente del Global Footprint Network: "Il 21 agosto raggiungeremo il giorno dell'Overshoot Day 2010, il giorno in cui le risorse utilizzate a partire dal primo gennaio 2010 saranno pari a ciò che la Terra è in grado di rigenerare in un anno intero.

Calcoliamo integralmente gli indicatori dell'impronta ecologica ogni anno per tener conto dei nuovi dati e del miglioramento delle metodologie di calcolo. Il nostro metodo tenta di non sovrastimare il calcolo del giorno dell'overshoot. Ogniqualvolta non c'è certezza, sottostimiamo il sovraconsumo di risorse da parte dell'umanità.

Oggi c'è una maggiore consapevolezza del fatto che l'aumento della concentrazione di CO2 nell'atmosfera è dovuto all'aumento delle emissioni di CO2 da parte degli esseri umani, le riserve di pesca sono minacciate, le riserve di acqua potabile sono sempre più scarse in molti luoghi del mondo, abbiamo città più popolose, eccetera. Questi sono i sintomi ecologici. Tali sintomi si manifestano in economia in primo luogo nelle economie vulnerabili. Posti dove le risorse diventano davvero scarse vedono aumenti repentini del prezzo del cibo, come si è visto poco tempo fa, anche a causa dell'aumento del costo dell'energia. Le persone ai margini sono maggiormente colpite da questi fenomeni.

Haiti, per esempio, si trovava in una situazione molto debole fin da prima del terremoto. Poi è stata colpita da questa disastrosa calamità. È molto difficile per un Paese così uscire dalla condizione di scarsità di risorse e devastazione economica.

È però possibile affrontare questo problema. Tutto dipenderà dalle priorità e dal valore che assegneremo alle azioni sulle quali intendiamo investire. Se non si considera come massima priorità invertire il trend, sarà molto difficile per qualsiasi Paese migliorare la propria situazione.

Ciò che mi sorprende maggiormente è il fatto che i Paesi non hanno ancora preso consapevolezza di quanto tutto ciò li interessi. Se non si adattano oggi le economie dei Paesi alla scarsità di risorse che si prospetta all'orizzonte, i Paesi non saranno pronti.

Non c'è bisogno di un accordo internazionale per preparare il proprio Paese. Si potrebbe dire: "Aspetta il consenso globale e manda all'aria il tuo futuro!". Se si guarda al trend di consumo di risorse del proprio Paese, ci si rende conto che obiettivi più stringenti per la riduzione del consumo rispondono agli interessi del Paese stesso meglio di quanto accordi come quello di Cancun o altri saranno mai in grado di fare".

Qui da Youtube:


Lo Staff di Rete Clima®

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