Estinzioni sono più veloci dell’evoluzione

Riportiamo un estratto dell’intervista di Simon Stuart (Presidente della Species Survival Commission dell'Iucn) comparsa il mese scorso sul Guardian: “Per la prima volta dalla scomparsa dei dinosauri, gli esseri umani stanno portando animali e piante all'estinzione più rapidamente della capacità delle nuove specie di evolvere. Misurare il tasso al quale le nuove specie si evolvono è difficile, ma non c'è dubbio che gli attuali tassi di estinzione sono più veloci”.

Gli scienziati la chiamano "la sesta grande estinzione" delle specie, provocata dalla distruzione degli habitat naturali, dalla caccia, dalla diffusione di predatori alieni, e dal cambiamento climatico.

Ma se le prime 5 sono state naturali, in questa sesta la colpa è soprattutto dell'uomo che distrugge gli habitat naturali, sovrasfrutta con caccia e pesca anche le specie in pericolo, diffonde specie alloctone, altera l‘equilibrio bio-ecologico del pianeta con il cambiamento climatico. 

Stuart: “…fino a poco tempo si era sperato che il tasso con il quale le nuove specie sono in continua evoluzione potesse tenere il passo con la perdita di diversità della vita” mentre ora si stima che il punto di non ritorno possa essere stato "quasi certamente" superato.
I dati più eclatanti di due rapporti sullo stato della fauna selvatica in Gran Bretagna e in Europa che resi noti ad Aprile 2010.

Stuart: “Misurare il tasso al quale le nuove specie si evolvono è difficile, ma non c'è dubbio che gli attuali tassi di estinzione sono più veloci di quello, penso che sia inevitabile”. E poi: “E' possibile che le previsioni drammatiche degli esperti, come quelle del celebre biologo di Harvard EO Wilson, che entro due decenni il tasso di perdita potrebbe raggiungere le 10.000 volte rispetto al tasso normale, potrebbero essere corrette.  Tutte le prove ci danno ragione. Alcune persone dicono che questo sta già accadendo ... che le cose possono solo deteriorarsi in peggio, a causa dei "driver"delle perdite, come la perdita di habitat e il cambiamento climatico. Ma non abbiamo misurato i nuovi tassi di estinzione al 2004 e perché le nostre stime attuali abbiano un range in aumento di 10 volte ci deve essere un deterioramento molto grande o un innalzamento del picco di cambiamento”.

Stuart: “Le cifre dell'Iucn sono probabilmente una sottovalutazione del problema, perché gli scienziati sono molto restii a dichiarare la specie estinte, anche quando a volte non si vedono più da decenni, e perché molti tipi di piante, funghi e invertebrati del mondo non sono ancora stati formalmente registrati e valutati. L'aumento calcolato del tasso di estinzione deve essere comparato con un altro studio, "thresholds of resilience for the natural world" di scienziati svedesi che hanno avvertito che un tasso 10 volte più alto di estinzione (10 specie ogni milione per anno) è al di sopra del limite che può essere tollerato se il mondo deve essere sicuro per gli esseri umani. Sostenendo che è più piccolo di 10 volte, rimaniamo nell'incertezza fino in fondo; l'unica cosa di cui siamo certi è che la sua estinzione va ben oltre quel che è naturale, ed è sempre peggio”.

L'Iucn ha elencato nella sua Lista Rossa 208 specie come "probabilmente estinte", alcune delle quali non vengono avvistate da  decenni. Quasi 17.300 le specie sono considerate a rischio, e solo il mantenimento di alcune piccole popolazioni può impedire l'estinzione di un mammifero s cinque, di un uccello su otto, di un anfibio su tre e di una specie di coralli su quattro.


Lo Staff di Rete Clima®