Green economy: sostenibilità ambientale e sociale anche nel commercio

Un report dell'Agenzia UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) dal titolo “THE GREEN ECONOMY: TRADE AND SUSTAINABLE DEVELOPMENT IMPLICATIONS” e redatto nell’ambito delle attività preparatorie verso la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro (Rio +20, giugno 2012), parla della necessità di rilevanti cambiamenti nell'economia mondiale e nelle modalità di un commercio sempre più globalizzato.

Le macro-problematiche che motivano con urgenza questo necessario cambio di rotta verso una “green economy” sono l'esaurimento delle risorse, il degrado ambientale, il cambiamento climatico, la dipendenza dalle fonti energetiche fossili (ad alto tenore di carbonio).

Interessante la definizione di “green economy” offerta dal report, secondo cui questa “significa minor intensità di carbonio, minor intensità di materiale, minore perdita di biodiversità e un più sostenibile (e meno inquinante) stile di vita nelle economie industrializzate”.

Ritornando alle indicazioni sul commercio globale espresse nel report, negli ultimi 50 anni il modello commerciale è stato incentrato sulle esportazioni dai paesi emergenti, in particolare asiatici, senza però adottare accortezze per limitare la diffusione della povertà proprio nei paesi esportatori e per limitare gli impatti ambientali collegati.

Il rapporto evidenzia invece come il commercio potrebbe contribuire allo sviluppo sostenibile, nel caso in cui negli accordi commerciali venisse data adeguata attenzione agli aspetti sociali ed ambientali, sia mediante una più equa ripartizione dei benefici legati agli scambi commerciali sia mediante strategie per la riduzione degli impatti ambientali già da definire in fase negoziale.

In sintesi, ognuno deve fare la propria parte, rimettendo al centro le problematiche socio-ambientali che storicamente sono state sottovalutate, in quanto erroneamente ritenute secondarie per l’uomo ed il suo benessere.

Questa occasione di crisi globale può davvero essere occasione per rimettere al centro le cose più importanti, in ogni aspetto e ad ogni livello dell’attività economica globale.

Questo dovrebbe essere il passo di transizione verso la green economy.

 

Lo Staff di Rete Clima®