Le buone pratiche della filiera agroalimentare italiana: intervista a Chiara Coricelli – Pietro Coricelli SpA

Le buone pratiche della filiera agroalimentare italiana: intervista a Chiara Coricelli – Pietro Coricelli SpA

Il Salone CSR - Sostenibilità e Innovazione Sociale è il principale evento nazionale legato ai temi della responsabilità d’impresa e allo sviluppo sostenibile.

Nell’ambito di questa edizione 2022 si è tenuto un tavolo dal titolo "Focus sulla filiera del settore agroalimentare", svolto il 5 ottobre alla presenza di numerose e importanti aziende del settore dell’agrifood e con il coordinamento di Paolo Viganò, fondatore e CSR manager di Rete Clima.

In questa occasione abbiamo avuto il piacere di dialogare con Chiara Coricelli, Amministratore Delegato di Pietro Coricelli SpA, a cui abbiamo posto una serie di domande ricevendo risposte significative.

Eccole qui per voi.

Chiara, qual è l’impegno di Pietro Coricelli verso lo sviluppo sostenibile?

È una storia che parte da lontano e che oggi posiziona Pietro Coricelli tra le più grandi aziende olearie in Europa, con un’attività di export in oltre 100 Paesi del mondo. L’Azienda è da sempre attenta a garantire l’eccellenza dei suoi processi, prodotti e servizi, adottando i più importanti standard di qualità applicabili alle aziende alimentari.

A conferma di ciò, Pietro Coricelli è la prima azienda olearia italiana ad aver introdotto sin dal 2010 un progetto di responsabilità sociale e ambientale finalizzato alla misurazione della carbon footprint delle emissioni di anidride carbonica generate durante il processo di creazione del prodotto, con la conseguente riduzione delle stesse.

Inoltre, la volontà di garantire massima trasparenza e qualità ai consumatori ha portato l’Azienda a intraprendere, nel 2019, un percorso di innovazione e sostenibilità. Così sono nati i primi prodotti tracciati di filiera “Casa Coricelli”, una linea che racconta il viaggio dell’olio Coricelli dal campo fino allo scaffale.

Grazie al QR Code posto sulle etichette delle bottiglie il consumatore può, infatti, scoprire dove sono state colte e frante le olive, l’anno della campagna olearia e la qualità certificata.

Sostenibilità e trasparenza, come conciliare i due obiettivi?

Come Azienda abbiamo deciso di puntare sulla tracciabilità attraverso la tecnologia blockchain per tracciare il nostro olio extra vergine di oliva. Abbiamo scelto di avviare questo progetto scegliendo il prodotto più venduto sugli scaffali della GDO, così da offrire al consumatore maggiore trasparenza e sicurezza sulla propria filiera.

L’olio extra vergine di oliva classico è, pertanto, il primo prodotto dell’Azienda a essere tracciato tramite un QR code apposto sulla bottiglia: in questo modo i consumatori potranno accedere a numerosi contenuti digitali relativi al prodotto, come per esempio i risultati di analisi e test.

I consumatori oggi prestano maggiore attenzione verso la qualità e l’origine dell’olio evo e il nostro impegno va proprio nella direzione di offrire sicurezza e qualità ai nostri clienti. Vogliamo divulgare la conoscenza su questa preziosa materia prima e soprattutto creare una vera e propria “cultura di prodotto”, con l’ambizione di sensibilizzare i consumatori e indirizzarli verso scelte più consapevoli e sostenibili.

Oltre che invogliarli a scoprire e testare le nuove varietà di olio.

Cosa c’è dietro l’impegno di Pietro Coricelli nella sostenibilità di filiera?

C’è il rispetto per gli agricoltori, c’è una giusta retribuzione per il loro lavoro e un patto che lega l’intera filiera per un olio davvero sostenibile e trasparente. Pietro Coricelli è la prima industria olearia a siglare un accordo con Coldiretti e Unaprol a difesa delle eccellenze Italiane, un contratto di filiera triennale per l’olio made in Italy per un quantitativo di 2 milioni di chili.

La presenza del Marchio “Firmato dagli agricoltori italiani” permette di identificare i prodotti commercializzati sul mercato in virtù di questo accordo di filiera, rappresentando una garanzia per l’adeguata remunerazione riconosciuta agli olivicoltori della materia prima fornita.

Perché essere sostenibili significa condividere gli stessi valori, è una vision che mette al centro le azioni, i comportamenti e le scelte di sviluppo di tutto il sistema.

Quali sono le sfide per il futuro?

In un settore come quello dell’olio extra vergine di oliva che, a differenza di altri settori, risulta essere ancora poco sensibile ai temi della sostenibilità di lungo periodo, è necessario promuovere la “cultura della sostenibilità” attraverso azioni concrete e con un approccio collaborativo verso tutti gli operatori della filiera.

Proprio in quest’ottica, nel 2022 verrà realizzato il primo bilancio integrato del gruppo, in modo da misurare le performance ambientali ed economico-sociali dell’Azienda e fissare nuovi obiettivi ambiziosi per il futuro.

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Grazie mille Chiara!

Buon lavoro.

Staff di Rete Clima