Living Planet Report 2014 di WWF: debito ecologico in crescita (ci servirebbero 1,5 pianeti)

Living Planet Report 2014 di WWF: debito ecologico in crescita (ci servirebbero 1,5 pianeti)

La decima edizione del Living Planet Report (edizione 2014), il report che il WWF rilascia in forma aggiornata ogni 2 anni, mostra come l’impronta ecologica (la misura del consumo di natura causato dall’uomo) sia in continua crescita e la biodiversità in costante calo: numerose specie di animali vertebrati (quali mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci) in soli 40 anni si sono più che dimezzate numericamente, dando evidenza di una pressione antropica non sostenibile.

Qui una sintesi dei valori che emergono dal report:

summary_data_living_planet_report_2014

Approfondendo i contenuti del report, a livello di Impronta Ecologica (un indice che misura l’area di superficie terrestre richiesta per fornire i servizi ecologici utilizzati dall’uomo) il report medesimo registra un incremento più che proporzionale rispetto all'aumento della biocapacità (che si costituisce come la superficie attualmente ed effettivamente disponibile per provvedere a tali servizi).
In sintesi, quindi, "l’incremento nella produttività globale non è sufficiente per compensare le richieste di una popolazione globale in crescita" (Global Footprint Network, 2014).

impronta_biocapacità

Dal report: "Gli avanzamenti tecnologici, gli input che sono stati forniti ai processi agricoli e l’irrigazione hanno innalzato le rese medie per ettaro della superficie produttiva mondiale, soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura, portando la biocapacità totale del pianeta da 9,9 miliardi di ettari globali (Gha) a 12 miliardi di Gha, tra il 1961 e il 2010. Durante lo stesso periodo, però, la popolazione umana globale è cresciuta, passando da 3,1 miliardi di abitanti a quasi 7 miliardi (oggi siamo oltre 7,2 miliardi), riducendo di conseguenza la disponibilità di biocapacità pro-capite da 3,2 a 1,7 Gha.
Nel frattempo, l’Impronta Ecologica è cresciuta da 2,5 a 2,7 Gha pro capite.
Così sebbene la biocapacità sia incrementata globalmente, ne abbiamo comunque meno a disposizione. Con la popolazione mondiale proiettata verso il raggiungimento di 9,6 miliardi entro il 2050 e 11 miliardi entro il 2100, la disponibilità di biocapacità per ciascun essere umano si restringerà ulteriormente
".

Ma come si compone l'attuale Impronta Ecologica umana?

impronta_ecologica

Dal Report: "Le emissioni di carbonio derivanti dall’uso dei combustibili fossili costituiscono la maggiore componente dell’Impronta Ecologica dell’umanità da oltre mezzo secolo e continuano a mostrare un trend in crescita. Se nel 1961 costituivano, invece, il 36% del totale della nostra Impronta Ecologica, nel 2010 costituiscono il 53%."

L’indicatore dell’Impronta ecologica, mostra che tutti i 27 dell'Unione europea vivono oltre i livelli di "un pianeta" e fanno inoltre pesantemente affidamento sulle risorse naturali di altri paesi.
Se tutti gli abitanti della Terra mantenessero il tenore di vita di un cittadino europeo medio l'umanità avrebbe bisogno di 2,6 pianeti per sostenersi: 2,6 pianeti è anche l’impronta ecologica dell’Italia.

Il report introduce anche il concetto di "confini del pianeta", cioè i "processi ambientali che regolano la stabilità del Pianeta. Per ciascuno di essi è possibile, utilizzando le migliori conoscenze scientifiche, identificare i giusti confini. Oltre questi confini si entra in una zona pericolosa dove possono verificarsi repentini cambiamenti negativi. Mentre è impossibile determinare con qualche grado di certezza quando possano aver luogo i superamenti dei punti critici, siamo invece in grado di identificare i tre confini planetari che abbiamo già sorpassato: la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici e la modifica del ciclo dell’azoto".

confini_pianeta

Dal Report: "Gli esseri umani hanno approfittato di un periodo straordinariamente stabile di condizioni ambientali negli ultimi 10.000 anni, il periodo geologico conosciuto come Olocene, che ha reso possibile alle comunità umane di giungere alle moderne società attuali. Ma il mondo ora è entrato in un nuovo periodo, l’Antropocene, nel quale le attività umane costituiscono la causa maggiore di cambiamento su scala planetaria.
Considerato il livello e la scala del cambiamento non possiamo escludere la possibilità di raggiungere punti critici che possono repentinamente, e in maniera irreversibile, modificare le condizioni di vita sulla Terra
".

Come agire allora? Dal Report: "Le scelte migliori per poter realizzare e praticare soluzioni esistono. La Prospettiva WWF di un Solo Pianeta (WWF’s One Planet Perspective) individua le scelte migliori per gestire, utilizzare e condividere le risorse naturali nei limiti del Pianeta stesso ed assicurare così cibo, acqua ed energia per tutti".

WWF_soluzioni_un_unico_pianeta

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Lo Staff di Rete Clima®