Assicurazioni contro i disastri ambientali per le abitazioni: una polizza obbligatoria in Italia?

Assicurarsi privatamente contro i rischi derivanti dalle catastrofi naturali è prassi e norma di legge ormai da anni in gran parte degli altri Paesi europei (e non solo).

E’ vero, però, che questi altri Stati non hanno avuto i nostri condoni edilizi che hanno –di fatto- permesso lo scempio del territorio: e neppure sono alla mercè di lobby che preferiscono spingere per una sostanziale inerzia pianificatoria e preventiva sul territorio per poter poi impiegare i più pingui denari legati alla ricostruzione post-evento (leggi “protezione”).

In ogni caso, in Italia l’ipotesi di introdurre assicurazioni private “a tutela” dai danni idrogeologici (leggi: “risarcimento”) viene tirata in ballo periodicamente appena a seguito di qualche disastro: ci aspettiamo quindi che questa proposta torni ad essere presentata dopo i recenti fatti dovuti alle recenti ed intense precipitazioni su larga parte del territorio nazionale.

A questo proposito si riporta la notizia di uno studio dell'Ania e del broker Guy Carpenter, che ha stimato per la prima volta su basi scientifiche il rischio delle catastrofi naturali in Italia.

Lo studio, incrociando i dati Istat sul patrimonio immobiliare nazionale e quelli del Cresme sui costi delle ricostruzioni, arriva a stimare un danno annuale atteso pari a 2,5 miliardi di euro: il quale, ripartito tra le case esistenti, equivarrebbe a un costo medio di 75 euro (che dunque potrebbe equivalere al premio di un'eventuale futura polizza, al netto di perizie e tasse) per un valore di ricostruzione unitario di 100mila euro. Il rapporto fotografa anche le differenze territoriali, che sono assai ampie e vanno da valori bassissimi come quelli di Sardegna (8,13 euro ogni 100mila euro), Val d'Aosta e Piemonte (intorno ai 23 euro) fino ai record di Umbria (158 euro) e di Calabria (161 euro).

Ma al di là delle stime, la cosa che ci sembra interessante è l’essere finalmente arrivati ad impostare una metodologia di lavoro su basi scientifiche, su cui poter costruire uno strumento legislativo adeguato: il quale, insieme a una forte opera di prevenzione tuttora mancante, dovrebbe costituire il perno su cui impostare una gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse naturali.

E all’estero? Si fa decisamente più prevenzione, oltre ad avere già da anni delle polizze assicurative contro i danni da catastrofi ambientali.

In tutti gli altri Stati europei, in Giappone, Australia, California, Nuova Zelanda sono infatti previste polizze obbligatorie o semiobbligatorie in cui c'è la garanzia dello Stato, oppure questo interviene direttamente coprendo la gran parte del danno.

Stiamo a vedere come evolverà la faccenda.

 

Lo Staff di Rete Clima®