BEI: stop al finanziamento alle fonti fossili, verso una transizione energetica green

BEI: stop al finanziamento alle fonti fossili, verso una transizione energetica green

La Banca Europea degli Investimenti (BEI) si propone di azzerare entro il 2020 i propri finanziamenti ai progetti collegati alle fonti energetiche fossili: questo orientamento emerge da un recente report rilasciato dalla BEI a illustrazione delle proprie politiche energetiche, in cui annuncia di voler "accrescere il proprio sostegno alla transizione energetica nell’Unione Europea".

Si tratta di finanziamenti destinati alla "produzione di petrolio e gas, a infrastrutture principalmente dedicate al gas naturale, alla produzione di energia o calore basato su combustibili fossili", che negli ultimi 4 anni sono stati pari a 7,9 miliardi di euro, equivalenti al 21% del totale dei fondi complessivi erogati dalla banca: si tratta di finanziamenti concessi primariamente verso grandi gasdotti come il Trans Adriatic Pipeline (TAP), sostenuto con 1,5 miliardi di euro, e verso impianti di grandi dimensioni.

Questo impegno è attuato in coerenza con gli obiettivi dell'accordo di Parigi, storico ma effettivamente non scontato dato che deve essere ratificato dai 27 Governi dell'Unione per tramite dei propri Ministri delle Finanze, che costituiscono il Consiglio dei governatori della BEI: in particolare, gli Stati dell’Europa orientale, ancora fortemente dipendenti dal carbone, potrebbero opporsi in maniera significativa.

Si tratta però di un passo importante, davvero storico, indice delle urgenti necessità ambientali dei tempi moderni oltre che dei recenti orientamenti della neo presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale ha promesso di voler trasformare l’istituto in una "banca per il clima".

Le prospettive appaiono molto interessanti.

Lo Staff di Rete Clima