Rete Clima aderisce alla Campagna #DivestItaly

Con oggi Rete Clima® avvia la sua partecipazione alla Campagna #DivestItaly, attuazione italiana del movimento internazionale avviato nel 2012 e supportato dall’ONG 350.org tramite il Progetto FossilFree: scopo della Campagna è dare evidenza della responsabilità dell’industria di estrazione e commercio di combustibili fossili nei confronti del cambiamento climatico, probabilmente il più grande rischio ambientale dell’era moderna.

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Referendum #notrivelle (17 aprile): votare SI per dire no ad un futuro fossile

Sono stati scritti numerosi articoli sul Referendum del prossimo 17 aprile e anche Rete Clima® ha voluto partecipare all’informazione: abbiamo infatti fin da subito condiviso l’importanza non solo di promuovere il referendum ma anche di votare SI (nota: nei referendum abrogativi, votare SI significa esprimersi per il no, in questo caso no all’estensione -senza scadenza- della durata delle concessioni di estrazione di gas e petrolio).

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Referendum #notrivelle (17 aprile): l’occasione per far conoscere la (curiosa) situazione estrattiva nazionale e per chiedere un futuro energetico rinnovabile

Indipendentemente dal risultato, indipendentemente dalla irresponsabilità di chi non ha unito la consultazione referendaria con quella delle votazioni amministrative (determinando un extra costo di alcune centinaia di milioni di euro), indipendentemente da una parte degli uomini delle istituzioni che chiedono di non andare a votare per il Referendum (peraltro commettendo un reato, di natura penale), qualche merito questo Referendum l’ha già.

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Sussidi diretti ed indiretti ai combustibili fossili in Italia pari a 14,7 miliardi di euro: dopo COP 21 c’è molto da cambiare

In un articolo lo scorso ottobre già scrivevamo di come la IEA (International Energy Agency) avesse stimato una incentivazione economica globale verso le fonti fossili (al 2013) pari a 550 miliardi di dollari: ciò significa che le fasi di estrazione e consumo di petrolio, carbone e gas sono state sovvenzionate per un valore economico pari a più di 4 volte il corrispondente valore di incentivazione alle fonti energetiche rinnovabili.

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World Divestment Day: disinvestire dalle fonti energetiche fossili (per ragioni etiche, ambientali ed economiche)

Oggi e domani si celebra il primo Fossil fuel divestment day, un appuntamento mondiale che celebra l’impegno di Associazioni ambientaliste, Ong, Cittadini ed Organizzazioni private di circa 50 paesi del mondo che si stanno mobilitando contro gli investimenti economici in fonti energetiche fossili.

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Clini: taglio dei sussidi economici nazionali alle fonti fossili (lo chiede la UE)

Nei giorni scorsi il Ministro per l’Ambiente Clini è tornato sul tema degli incentivi economici alle fonti energetiche fossili.

Secondo il Ministro l’Ue impone al nostro Paese di ridurre i sussidi ai combustibili fossili dato che “abbiamo in Italia incentivi molto importanti sui combustibili fossili“.

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No alle trivellazioni vicino alla costa: appello congiunto delle associazioni al Consiglio dei Ministri

Oggi, Venerdì 8 giugno 2012, il Consiglio dei Ministri dovrà decidere sulle autorizzazione alle estrazioni petrolifere a cinque miglia dalle coste nazionali, spostando un limite autorizzativo che ora è a 12 miglia dalla costa.

Le Associazioni ambientaliste e di categoria quali Lega Pesca, Federcoopesca, Legambiente, Greenpeace, Marevivo, Agci e Agrital hanno realizzato una lettera congiunta che si costiuisce come un appello alla tutela dei fondali nazionali, dell’ambiente costiero, delle riserve ittiche, del turismo.

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Incentivi e sussidi economici alle fonti fossili: 6 volte tanto rispetto agli incentivi alle fonti rinnovabili

Alla presentazione del Rapporto Energia Ambiente dell’ENEA lo scorso aprile, il Ministro per l’Ambiente Corrado Clini ha detto testualmente che a livello globale gli incentivi alle fonti fossili “sono 6 volte più che alle rinnovabili“.

Mentre in Italia si assiste alle discussione sul peso dell’incentivazione economica alle fonti rinnovabili, come già dicevamo qui il dato di fatto è che le fonti fossili sono molto più incentivate rispetto alle fonti rinnovabili: nel 2010 le fonti fossili sono state infatti incentivate per 400 miliardi di dollari, contro i 66 miliardi di dollari di incentivi destinati alle fonti rinnovabili.

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Il prezzo dell’energia elettrica a 0 euro (a causa delle fonti rinnovabili)

A inizio maggio è successa una cosa che è da un lato logica ma dall’altro appare davvero curiosa: sul mercato dell’energia il prezzo del kWh elettrico è andato a zero.

E’ una logica conseguenza delle regole di funzionamento del mercato, in cui il prezzo è il risultato dell’incontro tra la curva della domanda e la curva dell’offerta: viene da se’ che se l’offerta supera la domanda il prezzo crolla arrivando fino a zero euro/kWh, una dinamica che risulta però essere oggettivamente curiosa.

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Centrali a carbone in Italia: esternalità ambientali e sanitarie per i cittadini

Nei giorni scorsi Greenpeace ha presentato a Roma un report commissionato al centro di ricerca indipendente olandese SOMO, il quale presenta i costi ambientali e sanitari del carbone impiegato nelle grandi centrali termoelettriche nazionali (con particolare riferimento alle centrali Enel).

Si parla di carbone, la cui combustione determina la nascita di esternalità ambientali e sanitarie rilevanti, cioè costi non sostenuti da chi li origina (Enel) ma spalmati sulla collettività.

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