Demotica o decrescita? Il progetto One Tonne life (6 mesi per perdere 6 tonnellate di CO2)

A-Hus (costruttore edile), Vattenfall (azienda energetica) e Volvo Car Corporation nell’ambito del loro eco-progetto One Tonne Life metteranno sotto osservazione per sei mesi una normale famiglia svedese, allo scopo di verificare se in questo periodo la famiglia riesca a tagliare le emissioni di anidride carbonica dell’85%  senza perdere in comfort e qualità della vita.

Secondo i tre soggetti il progetto ha lo scopo di dimostrare come, con la giusta tecnologia e ‘know how’, un nucleo familiare qualsiasi possa ridurre in maniera significativa la propria impronta di carbonio (carbon footprint): si vuole così dimostrare come  si possa passare ad uno stile di vita più sostenibile, abitando in una casa a bassi consumi, usando energia pulita e guidando un veicolo a zero emissioni.

Si cercherà di  portare le emissioni annuali di CO2 pro-capite di una famiglia svedese dalle 7 tonnellate (media a livello globale)  ad una sola tonnellata.

Si parte dalla casa, costruita in legno e secondo le regole della bioclimatica, per massimizzare gli apporti energetici gratuiti e minimizzare le perdite, gestita con soluzioni demotiche.

Impianti solari (termici e fotovoltaici) forniranno l’energia, che sarà accumulata in apposite batterie durante i periodi di maggiore produzione: la particolarità è che queste batterie fanno parte dell’auto elettrica fornita da Volvo.

Torbjörn Wahlborg di Vattenfall: “One Tonne Life proverà in maniera concreta che cosa significhi per una famiglia vivere con una piccola impronta di carbonio. Con il know-how, la tecnologia giusta e un atteggiamento coerente, crediamo che sia possibile accedere a questo obiettivo già oggi e senza fare grandi sacrifici” (…) “Gran parte delle tecnologie e delle soluzioni che stiamo dando alla famiglia sono già disponibili al pubblico, o lo saranno in un futuro molto prossimo. In altre parole, questo non è un inverosimile progetto di fantascienza, ma piuttosto l’utilizzo di ciò che è già disponibile, qui e ora”.

Pur senza volere contrapporre demotica e decrescita, ci chiediamo però quali e quante delle innovazioni tecnologiche di questa casa svedese potranno poi effettivamente essere estese alle case del futuro.

Le quali, alla luce del picco di petrolio e dei possibili sviluppi dell’economia post picco, dovranno forse essere realizzate con materiali e soluzioni “povere”, senza eccessi di fronzolo tecnologici costosi a livello energetico ed ambientale ma non per questo meno confortevoli o meno efficaci dal punto di vista ambientale.

Da parte nostra, per lo meno per la parte abitativa, abbiamo già scelto: le case di paglia sono la nostra strada maestra.

 

Lo Staff di Rete Clima®