Inquinamento asiatico è globale a causa dei monsoni

 I ricercatori del National center for atmospheric research (Colorado) hanno analizzato e simulato con modelli matematici i cicli stagionali dei monsoni, che portano piogge abbondanti su buona parte dell'Oceano Indiano: attraverso l’uso di immagini raccolte da satelliti e simulazioni al computer dei movimenti delle masse d'aria hanno seguito il “viaggio” di milioni di tonnellate di sostanze inquinanti come acido cianidrico, biossido di zolfo, ossidi di azoto, particelle di carbonio "aspirate" dalle correnti ascensionali di aria calda nelle zone più industrializzate dell’Asia, come India, Indonesia e Cina. E hanno pubblicato i risultati in un recente articolo su Science.


 

Il risultato? In sintesi potrebbe essere riassunto nella frase “inquinamento locale per impatti globali”.

Lo studio riferisce che i venti monsonici stagionali sono stati individuati quale principale causa della diffusione delle sostanze inquinanti prodotte nell’area asiatica: la forte crescita economica locale, realizzata senza rispetto per l’ambiente e la salute, genera una ampia gamma di agenti inquinanti che vengono poi messi in circolo dai forti venti monsonici fino a raggiungere la stratosfera (con effetti gravissimi sul clima e sulla fascia di ozono).

I monsoni trasportano le masse d’aria con gli inquinanti dalla troposfera fino nelle zone più alte della stratosfera: ad allarmare maggiormente i ricercatori è stata la scoperta di “canali di aria inquinata” a quote fino a 30 o 40 chilometri nella stratosfera, lo strato al di sopra della troposfera dove si sviluppa la vita sul pianeta. Qui, secondo i ricercatori, le sostanze inquinanti possono stazionare per anni per ricadere nella troposfera spinta dal movimento di potenti masse d’aria costituendo una minaccia globale. Gli effetti secondo gli studiosi sarebbero già visibili.

 

PV