Cambiamento climatico e negazionismo: chi finanzia la controinformazione sul clima?

Cambiamento climatico e negazionismo: chi finanzia la controinformazione sul clima?

Il Guardian, sempre attento alle problematiche ambientali, segnala un nuovo articolo a proposito del negazionismo climatico recentemente pubblicato sulla rivista Climatic Change, definendolo come "il primo studio di ampio respiro sull’anatomia degli sforzi anti-clima".

L'articolo analizza il valore delle donazioni a 91 "climate change counter-movement" (CCCM) statunitensi nel periodo 2003-2010 (vedi allegato), scoprendo somme per quasi 1 miliardo di dollari all'anno in donazioni a questi enti che rappresentano la falsa scienza del clima (e che spesso hanno la forma giuridica di organizzazioni filantropiche o caritatevoli, con i relativi sgravi fiscali).

L'autore dello studio, Robert J. Brulle (sociologo presso la Drexel University), in una intervista al Guardian sostiene che "Non siamo di fronte solo a un paio di persone, qui si tratta di uno sforzo su larga scala. E non sappiamo nemmeno chi c’è dietro": la maggioranza dei finanziatori eroga infatti i finanziamenti attraverso canali di difficile tracciabilità, che ha impedito lo svelamento della loro identità.

Graphic-climate-denial-fu-001Non serve però molta fantasia per capire che si può trattare delle solite major del petrolio e del carbone sebbene, come già anche ben evidenziato dal solito Guardian in un articolo di inizio 2013, la tracciabilità di tali donazioni non è sempre garantita.
Curioso: di solito chi finanzia enti culturali o scientifici utilizza la donazione come strumento di comunicazione sociale d'impresa o di CSR (Corporate Social Responibility)......in questo caso invece capita l'esatto contrario.

In ogni caso, come anche ben evidenziabile nell'allegato a questo nostro articolo, le strategie comunicative "contro" il cambiamento climatico identificate nello studio sono di 5 tipi:
1. Il cambiamento climatico non esiste
2. Il cambiamento climatico esiste, ma non è dovuto a cause umane
3. Il cambiamento climatico esiste ed è dovuto a cause umane, ma non rappresenta una minaccia sufficientemente grave a giustificare l'utilità di un'azione su larga scala contro di esso.
4. Il cambiamento climatico esiste ed è dovuto a cause umane, ma è troppo costoso combatterlo.
5. Il cambiamento climatico esiste ed è dovuto a cause umane, ma le azioni volontarie sono sufficienti per contrastarlo.

Una serie di affermazioni assolutamente gratuite, dal momento che il consenso scientifico sull'esistenza del cambiamento climatico (un miliardo e seicentomila misurazioni) oltre che sulla sua univoca origine antropica è unanime (solo che i cittadini ed i politici non lo sanno!).

exxon_climate_changeLa conclusione dello studio è che, secondo Brulle: "Ci sono moltissime organizzazioni che decidono quello che i politici devono fare", volendo dire che queste realtà si costituiscono effettivamente come centri di lobby e di azione verso la politica, per il rinvio o l'annacquamento di ogni azione volta al contrasto alle emissioni di gas serra e di contrasto al climate change.

A fronte di rischi climatici sempre più seri, e che dovrebbero essere affrontati con la massima urgenza.

A questo punto l'unica azione coerente con la situazione climatica è il fare una corretta informazione scientifica sui rischi climatici.


Lo Staff di Rete Clima®