Parlando di Acquisti Verdi (Appalti Verdi – GPP) ci si riferisce altresì all’attuazione della procedura Europea di Green Public Procurement (GPP), che le Amministrazioni pubbliche europee sono tenute ad osservare: come sarà illustrato a seguito, dal 2016 in Italia nascono una serie di precisi obblighi in materia di GPP in seguito all’approvazione del Collegato ambientale della legge di stabilità 2014 (nel dicembre 2015).

Acquisti Verdi (Appalti Verdi – GPP): quale la loro importanza per Cittadini ed Enti locali?

Come suggerisce il sito della Commissione Europea, il GPP è definito dalla Comunicazione COM(2008)400 “Appalti pubblici per un ambiente migliore”: il documento, a partire dal dato economico relativo alle spese degli enti pubblici, illustra i potenziali vantaggi nell’acquistare prodotti e servizi green, che possano portare benefici importanti all’intera economia comunitaria.

GPP-collegato-ambientaleOgni anno, infatti, le Amministrazioni pubbliche europee spendono circa il 19 % del PIL comunitario (pari ad un controvalore di 2.000 miliardi di euro, di cui 250 solo in Italia) in beni (attrezzature, materiali, servizi): orientare in maniera cogente questi investimenti verso beni/servizi più ecologici significa incentivare le imprese a sviluppare e produrre beni e servizi sempre più sostenibili, utilizzando questo aggettivo nel suo significato più vero, ossia in termini allo stesso tempo ambientali, economici e sociali.

Inoltre, spingere le PA ad integrare le considerazioni sul ciclo di vita dei prodotti e dei servizi ed a valorizzare le forniture realizzate a partire dal recupero di materiali precedentemente scartati genera un positivo effetto sulla riduzione dei rifiuti e permette di contribuire alla chiusura del ciclo della materia, reimmettendo in circolazione la maggior quantità possibile di “materia prima seconda”.

L’UE definisce quindi il GPP (Acquisti Verdi, o Appalti Verdi) come il processo tramite cui le Pubbliche Amministrazioni “cercano di ottenere beni e servizi con un ridotto impatto ambientale lungo il loro intero ciclo di vita rispetto a beni, servizi e opere con la stessa funzione che tuttavia non rispondono agli stessi requisiti ambientali”.

gpp_acquisti_verdi_paA differenza di quanto ormai capita in Italia, a livello europeo il GPP è uno strumento volontario, il che significa che gli Stati membri e le pubbliche amministrazioni possono determinare in che misura attuarlo: attraverso la promozione e l’utilizzo del GPP (acquisti verdi) le autorità pubbliche possono però allora influenzare il mercato stimolando l’industria a sviluppare tecnologie verdi di produzione (ma, considerato il fatto che si fa espresso riferimento all’intero ciclo di vita), di approvvigionamento, di trasporto, d’uso, finanche di smaltimento.

Se nel 2008 la comunicazione “Appalti pubblici per un ambiente migliore” aveva fissato obiettivi specifici per i GPP (acquisti verdi) stabilendo misure di sostegno all’attuazione del programma, la strategia Europa 2020 ha individuato negli appalti pubblici “uno dei principali strumenti per conseguire una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva”.
Sul sito della Commissione Europea è disponibile la seconda edizione (datata 2011) del manuale sugli appalti pubblici verdi “Acquistare verde!

Acquisti Verdi (Appalti Verdi – GPP) oggi obbligatori in Italia

Con l’emanazione della Legge 221/2015 (del 28 dicembre 2015) “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” meglio conosciuta come “Collegato ambientale” (GU Serie Generale n.13 del 18-1-2016) ed in vigore dal 2 febbraio 2016, è prevista l’obbligatorietà del GPP per le stazioni appaltanti italiane.

gpp_green_public_procurement_acquisti_verdi_pubbliche_amministrazioniL’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti verdi diventa necessaria nel caso di gare d’appalto per le forniture energy related (quali: lampadine e corpi illuminanti, PC, servizi energetici per gli edifici) e, per almeno il 50% del valore della gara d’appalto, per altre categorie di fornitura (quali: servizi gestione rifiuti urbani, toner, gestione verde pubblico, carta per copia, ristorazione collettiva, servizio di pulizia e prodotti per l’igiene, prodotti tessili, arredi per ufficio).

Questa recente innovazione darà un considerevole slancio al settore delle certificazioni ambientali volontarie, i cui possessori potranno confrontarsi con stazioni appaltanti sensibili e vedranno dischiudersi nuove opportunità di mercato per i propri prodotti e servizi ecosostenibili, ed un riconoscimento per l’impegno profuso per accrescere la propria sostenibilità ambientale.

Acquisti Verdi (Appalti Verdi – GPP) e prodotti eco-label

gpp_green_public_procurement_gpp_paUno degli strumenti più importanti per la promozione e la diffusione del GPP (acquisti verdi) sono le cosiddette eco-label (o eco-etichette), strumenti utili sia a valutare un prodotto o servizio in termini di qualità delle proprie prestazioni ambientali, sia a confrontarlo sul mercato con altri prodotti o servizi similari.

Esistono diversi tipi di eco-labels, volontarie e non, ed il già citato Manuale “Acquistare verde” illustra nel dettaglio i diversi tipi di etichette non obbligatorie, le loro applicazioni e il loro possibile utilizzo nel definire acquisti o procedure per l’avvio di gare d’appalto: a questo link http://ec.europa.eu/environment/gpp/pdf/ecolabels.pdf è possibile trovare un elenco non esaustivo delle eco-etichette internazionali (Comunitarie e non) esistenti.

logo_ECOLABEL_europeoTra le diverse etichette ambientali presenti in Europa la principale etichetta di prodotto, valevole anche per i servizi di ricettività turistica, è sicuramente l’Ecolabel dell’Unione Europea: si tratta di una “etichetta di tipo I”, utilizzata quale marchio di qualità ecologica dei prodotti: è rappresentato da un fiore con le stelle dell’UE come petali (così come sopra riportato) ed è testualmente definito da un Regolamento CE (n.66/2010) quale label che “premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale, che possono così diversificarsi dai concorrenti presenti sul mercato, mantenendo comunque elevati standard prestazionali. Infatti, l’etichetta attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita” (ISPRA Ambiente).

Da sottolineare il fatto che oltre all’aspetto ambientale, Ecolabel garantisce l’acquirente anche sulle caratteristiche tecniche del prodotto stesso, in quanto le caratteristiche del prodotto fanno parte integrante di questa certificazione che comunque si estende anche alle materie prime ed alle metodologie di produzione.

Come per tutte le etichette ecologiche volontarie, Ecolabel è uno strumento totalmente volontario e valido unicamente a livello europeo.

In Italia: il Piano d’azione nazionale per il GPP (PAN GPP)

new_gpp_logoRecependo le indicazioni della Commissione Europea anche l’Italia ha sviluppato un proprio “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” o Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN GPP – Acquisti Verdi, o Appalti Verdi).

Sviluppato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare attraverso un processo di consultazione con enti locali e parti interessate e con la collaborazione degli altri Ministeri Competenti (Economia e Finanze e Sviluppo Economico) e degli enti e strutture tecniche di supporto (CONSIP, ENEA, ISPRA, ARPA), il sito del MATTM: “Il PAN GPP fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement, definisce degli obiettivi nazionali, identifica le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per gli impatti ambientali e i volumi di spesa, su cui definire i ‘Criteri Ambientali Minimi’ (CAM)“.

Il primo piano d’azione è stato sviluppato nel 2007, aggiornato l’ultima volta con D.M. 10 aprile 2013 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 102, del 3 maggio 2013).

Il PAN GPP è quindi lo strumento che illustra a tutte le P.A. il significato del GPP (Acquisti Verdi, o Appalti Verdi) e le modalità con cui esso si applica. Stabilisce le modalità con cui il Ministero dell’Ambiente deve identificare i “Criteri Ambientali Minimi” (CAM), ovvero le regole a livello nazionale per gli acquisti pubblici verdi, in modo tale che in fase di scelta d’acquisto o di redazione di gare d’appalto possano essere massimizzati i benefici ambientali ed economici.

Nel concreto: obiettivi e attuazione del GPP in Italia e i CAM (Criteri Ambientali Minimi)

acquisti-verdiAttuare il GPP, cioè “rendere green” gli acquisti e gli appalti degli enti pubblici, significa quindi aver introdotto e rispettare criteri finalizzati a ridurre gli impatti ambientali dovuti ad acquisti e gare d’appalto in un’ottica di ciclo di vita, al fine di ridurre l’uso di risorse naturali, i rifiuti prodotti, le emissioni inquinanti generate, ed in generale i pericoli e i rischi per l’ambiente legati ad un prodotto o servizio.

L’approccio, come detto, deve essere quello del ciclo di vita: la riduzione dell’impronta ambientale deve avvenire quindi sia a monte dell’utilizzo, ovvero nel ciclo di produzione e distribuzione, sia nella fase d’uso sia infine nella fase di fine vita, cioè di smaltimento finale o ancora meglio di riutilizzo.

È importante sottolineare il “potere” che le P.A. assumono con il GPP (Acquisti Verdi, o Appalti Verdi) e che in veste di consumatori possono esercitare nei confronti del mercato sia per quanto riguarda l’offerta, ovvero verso i produttori che devono adeguare le proprie proposte a standard ambientali via via più rigorosi, sia per quanto riguarda la domanda che diventa modalità di comunicazione del proprio impegno verde nei confronti dei cittadini.

Come già illustrato, in Italia gli Acquisti Verdi (o Applati Verdi) sono regolati da alcune emanazioni del Ministero dell’Ambiente: in particolare i “Criteri Minimi Ambientali” (CAM) sono stati fondamentali per consentire una diffusione capillare del GPP (acquisti verdi), in quanto sono da utilizzarsi per costruire i capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’acquisto di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche.

Acquisti Verdi (GPP) nella Legge 221/2015 (Collegato ambientale alla legge di stabilità 2016)

acquisti-verdi-collegato-ambientale-2016Per favorire la diffusione del GPP negli appalti pubblici, il Collegato alla legge di stabilità 2016 recante disposizioni in materia ambientale (approvato a dicembre 2015 con la Legge 221/2015, GU 18 gennaio 2016 ed in vigore dal 2 febbraio 2016) contiene indicazioni per promuovere misure di green economy.

In riferimento al GPP (Acquisti Verdi, o Appalti Verdi), nel Collegato si stabilisce l’obbligo di costruzione delle gare d’appalto di beni e servizi per le PA secondo i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per tutti i prodotti “energy related” (lampadine e corpi illuminanti, PC, servizi energetici per gli edifici), e per almeno il 50% del valore delle altre gare d’appalto (servizi gestione rifiuti urbani, toner, gestione verde pubblico, carta per copia, ristorazione collettiva, servizio di pulizia e prodotti per l’igiene, prodotti tessili, arredi per ufficio).

Clicca qui per un approfondimento circa le novità della Legge 221/15 in materia di GPP.

Ad oggi esistono oggi CAM per diverse categorie di prodotti e servizi, quali:
1. Apparecchiature elettroniche per ufficio
2. Arredi per ufficio
3. Aspetti sociali negli appalti pubblici
4. Carta
5. Cartucce per stampanti
6. Illuminazione pubblica
7. Pulizia e prodotti per l’igiene
8. Rifiuti urbani
9. Ristorazione collettiva e derrate alimentari
10. Serramenti esterni
11. Servizi energetici per gli edifici (illuminazione, climatizzazione)
12. Tessili
13. Veicoli
14. Verde pubblico
15. Arredo Urbano
come si può vedere direttamente sul sito del MATTM, mentre per molti altri prodotti i criteri sono attualmente in definizione.

gpp_italiaPer le Aziende in possesso di certificazione ambientale EMAS o di una certificazione ai sensi della norma UNI EN ISO 14001 il Collegato Ambientale prevede una facilitazione all’accesso agli appalti per la fornitura di beni e servizi green alle PA.

Clicca qui per consultare il commento ragionato al DM 24 maggio 2016: “Incremento progressivo dell’applicazione dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture” – GU Serie Generale n.131 del 7-6-2016.

Acquisti Verdi (GPP) come strategia di sostenibilità

volontarato-mani-tese-colorateIl GPP (Acquisti Verdi) va però anche al di là dell’aspetto ambientale andando ad abbracciare anche alcuni aspetti sociali lungo la catena di produzione-acquisto dei beni.
Il D.M. del 6 giugno 2012 promuove infatti l’adozione della “Guida per l’integrazione dei criteri sociali negli appalti pubblici”, allo scopo di “consentire la verifica lungo la catena di fornitura del rispetto dei diritti umani fondamentali e degli standard minimi relativi alle condizioni di lavoro”.

La Guida vuole essere utile per provare a contrastare fenomeni di sfruttamento del lavoro (minorile, piuttosto che nero, sottopagato, ecc.), promuovere la legalità in tutte le imprese della catena di approvvigionamento, tutelando i diritti fondamentali dei lavoratori e contrastando concorrenza sleale o altri aspetti negativi legati ad acquisti ed appalti.

Si va quindi verso un’ottica non solo di appalti pubblici verdi ma di appalti pubblici sostenibili, nel significato più completo di questo aggettivo, pur nella presenza di alcune difficoltà che ad oggi oggettivamente rallentano la diffusione di questo processo virtuoso.

Azioni di Rete Clima® a supporto del GPP

albero_fondo_rosso_rete_climaConscia dell’importanza di questo settore, Rete Clima® ha deciso di supportare le Aziende che partecipano agli Appalti Verdi delle PA: alla pagina web “Portfolio” sono consultabili diverse esperienze di supporto ad Aziende che erogano servizi o forniscono prodotti alle PA, perchè anche in questo settore la promozione della sostenibilità è realmente importante.

Tra tutte ci piacciono però ricordare due azioni.

La prima azione è la promozione della carbon neutrality del servizio di ristorazione collettiva svolto presso la mensa della Scuola primaria G. Rodari nel Comune di Maranello (MO).
Qui, nella primavera 2014, le Aziende che erogano il servizio di ristorazione collettiva hanno promosso insieme a RC la neutralizzazione delle emissioni di gas ad effetto serra anche mediante una posa di alberi presso il giardino scolastico:

La seconda è invece legata alla carbon neutrality di prodotto quale la carta asciugamani fornita (anche) ad Ospedali, per il più efficace ciclo di sanificazione delle mani, mediante supporto ad una azione di forestazione compensativa urbana realizzata da Rete Clima® in Italia:
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Le possibilità di azione nel GPP sono molte e alcune effettivamente innovative…..basta pensarci!

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Per maggiori dettagli contattaci all’indirizzo email: reteclima@reteclima.it.