Carbon sink (attività LULUCF, Protocollo di Kyoto e carbon offset)

Carbon sink (attività LULUCF, Protocollo di Kyoto e carbon offset)

Che cos’è un carbon sink?

L'UNFCCC (United Nation Framework Convention on Climate Change - Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) definisce carbon sink come "come qualsiasi processo, attività o meccanismo per rimuovere gas ad effetto serra, aerosol o un precursore di gas serra dall'atmosfera. Sink di carbonio (carbon sink) sono quindi attività, processi, o meccanismi di rimozione (e sequestro) di biossido di carbonio (CO2) dall'atmosfera".

La definizione dell'UNFCCC ben chiarifica il significato dei carbon sink - letteramente "pozzi di assorbimento di carbonio"- quale strumenti che sottraggono CO2 dall'atmosfera: CO2 che, lo ricordiamo, è un composto gassoso naturalmente presente in tracce in atmosfera (quale forma più ossidata del carbonio).

Ma la CO2 è anche il più importante gas ad effetto serra, la cui emissione è enormemente cresciuta nell'era industriale primariamente a causa della combustione dei combustibili fossili: ma grazie all'azione dei carbon sink la CO2 può essere rimossa dall'atmosfera e "compartimentata", non esplicando più nel comparto atmosferico la sua "capacità serra".

La quota di CO2 sequestrata non concorre quindi nel trattenere la radiazione solare riflessa dalla Terra, evitando incrementi radiativi ("forcing radiativo") e dell'effetto serra naturale (che determina il conseguente riscaldamento climatico globale).

Un carbon sink è quindi un sistema che trattiene CO2 in quantità maggiore rispetto a quella che (eventualmente) rilascia: le foreste sono un tipico esempio di ciò, dato che in alcune fasi del loro ciclo vitale assorbono carbonio (comportandosi appunto come "carbon sink") mentre in altre fasi rilasciano CO2, diventando "carbon source".

effetto serra

E' tuttavia possibile dire che se una pianta nel corso del tempo accresce la propria biomassa sta assorbendo e stoccando carbonio nelle proprie molecole organiche, con un saldo positivo nell'ambito del sequestro del carbonio atmosferico.

Carbon sink forestali ed emissioni antropiche di gas serra

Alla luce delle definizioni sopra introdotte, si evince che i carbon sink forestali (forestry carbon sink - pozzi di assorbimento forestali) sono quindi luoghi dove si verifica il processo di assorbimento di CO2 dall'atmosfera e suo sequestro mediante fissazione nelle molecole organiche vegetali ("organicazione della CO2").

carbon sinkLe piante, infatti, assorbendo anidride carbonica (CO2) nel processo di fotosintesi, fissano il carbonio nella propria biomassa e nel suolo, le quali sono vere e proprie riserve di carbonio (carbon stock) sulla superficie terrestre.

Secondo l'UNFCCC: "Nell'ambito del Protocollo di Kyoto alcune specifiche attività antropiche negli usi del suolo, nei cambiamenti degli usi del suolo e nella forestazione che rimuovono i gas serra dall'atmosfera (e conosciuti come "carbon sinks", cioè pozzi di assorbimento di carbonio), quali afforestazione, riforestazione e lotta alla deforestazione possono essere utilizzati dai Paesi in nell'Allegato I (del Protocollo di Kyoto, gli "Annex I Parties") per compensare i propri obiettivi di emissione.
Al contrario, le variazioni di queste attività che riducono i carbon sink (ad esempio un aumento della deforestazione) saranno sottratte dalla quantità di emissioni che i Paesi in Allegato I possono emettere nell'ambito del loro periodo di impegno (del Protocollo di Kyoto)
".

gpg_for_lulucfLe attività sopra descritte legate al suolo ed ai suoi usi sono le cosiddette attività LULUCF - Land-Use, Land-Use Change and Forestry, il cui assorbimento di carbonio è stato a lungo esplorato dall'Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change): il quale nel 2003 ha codificato delle Linee guida (le Good Practice Guidance for Land-Use, Land-Use Change and Forestry) volte ad armonizzare le metodologie di stima dei flussi di carbonio nei diversi usi del suolo tra le "Parti" (i Paesi sottoscrittori il Protocollo di Kyoto), anche a fini della loro rendicontazione annuale (delle emissioni) e degli assorbimenti nazionali di gas serra. Secondo le "GPC for LULUCF" le variazioni negli stock di carbonio vengono calcolate in 5 serbatoi di carbonio, quali: biomassa epigea, biomassa ipogea, lettiera, necromassa, suolo.

Le logiche sopra illustrate chiariscono ruolo ed importanza dei carbon sink, che effettivamente rappresentano una efficace forma di contrasto al climate change seppure in forma integrativa e secondaria rispetto alla riduzione delle emissioni, prevista dal Protocollo di Kyoto medesimo quale primaria e principale strategia mitigativa.

I carbon sink forestali nel Protocollo di Kyoto

Come già introdotto superiormente, a fianco delle misure di contenimento e riduzione delle emissioni di gas serra, il Protocollo di Kyoto introduce una serie di misure in campo agricolo e forestale denominate attività LULUCF - Land-Use, Land-Use Change and Forestry: gli assorbimenti carboniosi collegati a queste attività possono essere inclusi (secondo precise regole di contabilizzazione e secondo tetti massimi di sfruttamento) nei bilanci nazionali dei gas serra, a compensazione di una quota delle emission nazionali di tali gas climalteranti.

albero-CO2-Carbon-sink

Per poter essere ammissibili alla contabilità di carbonio nazionale le attività LULUCF devono però:
* aver avuto obbligatoriamente inizio dopo il 1990 (la baseline emissiva a cui sono riferiti gli sforzi di riduzione del Protocollo di Kyoto, da conseguire entro il 2012);
* essere "intenzionali" ("direct human-induced"), devono essere cioè attività volontariamente realizzate grazie ad interventi umani (e non naturali);
* essere "addizionali" (criterio della addizionalità), cioè la riduzione delle emissioni deve essere addizionale rispetto alla situazione che si avrebbe in assenza di tale progetto (scenario di riferimento - baseline);
* deve essere possibile valutare quantitativamente le emissioni evitate attraverso misure, stime o altri metodi ufficialmente riconosciuti.

In particolare:
- l'art. 3.3 del Protocollo di Kyoto identifica le attività di ARD (Afforestation, Reforestation e Deforestation), quali variazioni permanenti nell’uso del suolo che devono essere contabilizzate dagli Stati nazionali nella forma AR-D, andando cioè a sottrarre alle attività "human-induced" di Afforestazione e Riforestazione (realizzate dopo il 1990) le emissioni legate a processi di Deforestazione;
- l'art. 3.4 del Protocollo di Kyoto estende il ruolo attività LULUCF ad una ulteriore serie di interventi nel settore agricolo e forestale, che sono però classificate come "attività addizionali" (si tratta cioè di un pool di attività che le "Parti" possono conteggiare su base volontaria: l'Italia, similmente a quasi tutti gli altri Paesi Europei, ha "eletto" esclusivamente l'attività di Forest Management - FM).

I carbon sink di Rete Clima

Rete Clima nasce per la promozione della sosteniblità ed il contrasto al cambiamento climatico.

carbon-offsetTra le attività dell'Ente segnaliamo la promozione di carbon sink forestali realizzati secondo le indicazioni dell'art. 3.3 del Protocollo di Kyoto e modellizzati (a livello di stima di assorbimento di carbonio) secondo un iter scientifico conforme alle sopraccitate "Guidelines and good Practices for LULUCF" dell'Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change), il più autorevole riferimento tecnico mondiale per la stima dei flussi di carbonio da/verso la biomassa ed il suolo.

La conformità del nostro iter a tali linee guida è stata validata da RINA, ente di certificazione con cui Rete Clima può lavorare per la certificazione dei nostri progetti forestali nazionali, svolti in ambito urbano come occasione di forestazione urbana compensativa: una sorta di "certificazione forestale" finalizzata alla possibile generazione di crediti di carbonio, a garanzia del livello di scientificità delle nostre attività di carbon offset.

In questo modo riusciamo a offrire una filiera di servizi ad elevata integrazione verticale per il contrasto al climate change e la promozione della sostenibilità ambientale in Aziende e PA:

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L'obiettivo ideale? Tendere alla carbon neutrality delle Organizzazioni, un attualissimo biglietto da visita nell'ambito del green marketing e della "green communication" aziendale.

Ma dove sono i carbon sink di Rete Clima?

In Italia, in ambito urbano, sul territorio locale......forse sono vicini anche a casa tua!

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(clicca sull'immagine per scoprire la localizzazione dei nostri progetti di forestazione nazionale)

Qui qualche immagine dei nostri interventi forestali:

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Un video che parla dei nostri interventi forestali, sul nostro canale Youtube:

Per maggiori dettagli contattaci all'indirizzo email: reteclima@reteclima.it.