Abbiamo deciso di lasciare questo piccolo spazio alla “scienza climatica valida” ed a significativi esponenti del mondo politico ed economico, per fare parlare voci in opposizione alla junk-science climatica (la cosiddetta “scienza spazzatura”) ed ai negazionisti del climate change.

La quale trova purtroppo ampio spazio sui mass media, confondendo il cittadino sui rischi del riscaldamento climatico e facendo ritardare la messa in moto delle politiche di contrasto al cambiamento climatico.

Ma il cambiamento climatico……esiste! ed i climatologi concordano sul fatto che questo è reale ed è originato dalle insostenibili attività umane, destinato a provocare effetti di distruzione di ampissima portata.

Vi auguriamo buona lettura…..e poi vi consigliamo anche di leggere un interessantissimo articolo su Climalteranti.it che parla delle 5 fasi del negazionismo climatico, suggerendo di approfondire le tematiche del cambiamento climatico mediante consultazione di questo nostro portale di Rete Clima®, il sito Climalteranti.it ed il sito web #clima2014

clima2014


Quando gli investitori si renderanno conto che larga parte delle riserve di combustibili fossili non potranno essere più bruciate le compagnie produttrici di energia potrebbero perdere tra il 40 e il 60% del proprio valore in borsa. Banche, compagnie di assicurazione e fondi pensione hanno investito più di un trilione di euro in combustibili fossili, anche denaro dei contribuenti. Ora corrono il rischio di grosse perdite, in particolare se la politica non dovesse agire con determinazione”.

Verdi Europei, ottobre 2015

Non sarà una vittoria-lampo, ci vorrà del tempo ed è possibile che la nostra generazione non vedrà il successo delle nostre azioni di oggi, ma il successo è sapere che i nostri figli lo vedranno“.

Barak Obama – COP 21, Parigi 2015 (COP 21)

Il clima è un bene comune, oggi gravemente minacciato: lo indicano fenomeni come i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale e l’aumento degli eventi meteorologici estremi. Un tema la cui importanza e urgenza non possono essere esagerate“.

Papa Francesco – novembre 2015

(le emissioni) possono essere controllate. Abbiamo le conoscenze e gli strumenti per agire. Abbiamo la possibilità di scegliere, le generazioni future no“.

Michel Jarraud (Segretario Generale del World Meteorological Organization) – novembre 2015

Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti; […] i cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità (…) la cui risposta deve integrare una prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei più svantaggiati”.

Papa Francesco – Discorso all’ONU, 25 settembre 2015

“La cosa più costosa che possiamo fare è quella di non fare nulla. Questo bilancio fa dell’azione per il clima una priorità“.

Barak Obama – febbraio 2015

Ho sentito alcuni cercare di negare l’evidenza dicendo che non sono scienziati e che non abbiamo abbastanza inforamzione per agire. Bene nemmeno io sono uno scienziato, ma, sapete, conosco un sacco di ottimi scienziati alla NASA, NOAA e nelle nostre maggiori universita’. I migliori scienzati del mondo ci stanno dicendo che le nostre attivita’ stanno cambiando il clima e che se non agiamo con forza continueremo a vedere i mari che si alzano, maggiori ondate di calore, sempre piu’ pericolose siccita’ ed inondazioni, e altre catastrofi di massa che potrebbero scatenare migrazioni, conflitto e fame in tutto il globo“.

Barak Obama – “Discorso sullo stato dell’Unione”, gennaio 2015

Secondo la nostra valutazione l’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la quantità di neve e di ghiaccio è diminuita, il livello del mare si è alzato e la concentrazione di biossido di carbonio è aumentata fino a livelli senza precedenti da 800.000 anni“.

Thomas Stocker – Copresidente del Working Group I dell’Ipcc, novembre 2014

Quelli che decidono di ignorare o di contestare i dati chiaramente esposti in questo rapporto, mettono in pericolo noi, i nostri figli e i nostri nipoti“.

John Kerry – Segretario di Stato USA, novembre 2014

“La giustificazione scientifica della priorità da accordare alle misure di lotta contro l’evoluzione del clima è più chiara che mai. Disponiamo di poco tempo prima che la congiuntura che permette di limitare il riscaldamento a 2° C non abbia fine”.

R. Pachauri – Presidente dell’Ipcc, novembre 2014

“I fatti dei cambiamenti climatici non sono più in discussione. Tutti capiscono che il cambiamento climatico sta avvenendo e le persone che si oppongono fanno davvero male ai nostri figli e ai nostri nipoti e rendono il mondo un posto molto peggiore. E così non dovremmo allinearci a queste persone: sanno letteralmente solo mentire”.

Eric Schmidt – CEO Google, settembre 2014

“I costi aggiuntivi necessari per rendere ecologica la crescita sono insignificanti a confronto con quelli del non agire”.

da:”The Green Investment Report – The ways and means to unlock private finance for green growth” – World Economic Forum, gennaio 2013

“Le condizioni meteorologiche estreme devono essere attribuite al cambiamento climatico di origine antropica. La gente comincia a unire i puntini. Se iniziano a dimenticarlo, io sono lì a ricordarglielo. Dobbiamo trovare la strada climate-friendly per favorire la crescita economica. La buona notizia è che pensiamo che esista”.

Jim Yong Kim (Presidente della World Bank) – World Economic Forum, gennaio 2013

“Le due sfide che definiscono questo secolo sono il superamento della povertà e la gestione dei cambiamenti climatici. Se falliamo in una, non avremo successo nell’altra. I cambiamenti climatici non gestiti distruggeranno il rapporto tra l’uomo e il pianeta. Trasformerebbero dove abbiamo potuto vivere e come potremmo vivere la nostra vita”.

James Hansen – World Economic Forum, gennaio 2013

“E’ urgente investire al fine di evitare l’eventuale impatto devastante del global warming e dei fenomeni meteorologici estremi, quali quelli ritrovati in numerose regioni del mondo nel 2012. Gli scienziati ammettono che le condizioni meteorologiche estreme costituiscono oggi “la nuova norma” e che non solo costano care all’economia mondiale, ma che il loro costo aumenterà ancora. Se non interveniamo, il mondo subirà un aumento della temperatura media di 4°C entro la fine del secolo. Secondo gli specialisti, questo potrebbe innescare altre catastrofi, comprese ondate di calore estreme, tempeste tropicali più devastanti, la diminuzione degli stock alimentari e l’innalzamento del livello dei mari che colpirebbe centinaia di milioni di persone”.

da:”The Green Investment Report – The ways and means to unlock private finance for green growth” – World Economic Forum, gennaio 2013

Il cambiamento climatico è una realtà di dimensioni mondiali, e la portata e la velocità del cambiamento stanno diventando sempre più evidenti. Ciò significa che ogni componente del sistema economico, incluse le famiglie, deve adattarsi e ridurre le emissioni“.

Jacqueline McGlade (ex Direttore esecutivo dell’AEA), novembre 2012

“Riaffermiamo che il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide del nostro tempo, ed esprimiamo profondo allarme per le emissioni di gas a effetto serra che continuano ad aumentare a livello globale.
Siamo profondamente preoccupati che tutti i paesi, soprattutto i paesi in via di sviluppo, sono vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e stanno già sperimentando maggiori impatti tra cui la persistente siccità ed eventi meteorologici estremi, l’innalzamento del livello del mare, l’erosione costiera e l’acidificazione degli oceani, ulteriormente minacciata la sicurezza alimentare e gli sforzi per sradicare la povertà e raggiungere uno sviluppo sostenibile […] Prendiamo atto con grande preoccupazione del forte divario fra l’effetto complessivo degli impegni di mitigazione in termini di emissioni annue globali di gas serra entro il 2020 e l’andamento delle emissione aggregate in rapporto alla possibilità di contenere il probabile aumento della temperatura media globale sotto dei 2 °C o 1,5 °C al di sopra dei livelli preindustriali.”

da: “The Future We Want” – Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, Rio de Janeiro 2012

“Il cambiamento climatico è una realtà di dimensioni mondiali, e la portata e la velocità del cambiamento stanno diventando sempre più evidenti. Ciò significa che ogni componente del sistema economico, incluse le famiglie, deve adattarsi e ridurre le emissioni”.

Jacqueline McGlade (Direttrice esecutiva dell’Aea), dicembre 2012

“Immaginate un gigantesco asteroide in rotta di collisione diretta con la Terra. Questo è l’equivalente di quello che ci troviamo di fronte oggi [il cambiamento climatico], eppure noi oggi siamo ancora indecisi nell’agire”.

James Hansen, 2012

“I cambiamenti climatici sono oggi il primo nemico dell’umanità e la prima, più importante sfida che deve impegnare l’ambientalismo”.

VIII° Congresso Nazionale di Legambiente (Febbraio 2008)

“Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, come è ora evidente dalle osservazioni dell’incremento delle temperature globali dell’aria e delle temperature degli oceani, dello scioglimento diffuso di neve e ghiaccio, e dell’innalzamento globale del livello del mare”.

Ipcc 2007, FAR WG1

La minaccia che costituiscono i cambiamenti climatici è grave, pressante e crescente (….) rischiamo di produrre una catastrofe irreversibile per le generazioni future”.

Barak Obama (2009)

Azioni locali per benefici (climatici) globali”.

José Manuel Barroso (2009)

Il riscaldamento globale provoca la desertificazione della Terra, fenomeni meteorologici estremi e lo scioglimento dei ghiacci”.

W. Sachs (2008)

 

L’attuale comprensione degli effetti delle azioni antropogeniche sul clima induce a concludere che le attività umane dal 1750 siano responsabili con elevata probabilità (“very high confidence”) del riscaldamento del clima”.

Ipcc 2007, FAR WG1

Le emissioni globali di gas serra da attività umane sono aumentate del 70% dal 1970, superando di gran lunga i valori preindustriali. Con le attuali politiche, le emissioni globali carboniche aumenteranno del 25-90% entro il 2030. Dal 1850, 11 degli ultimi 12 anni sono stati gli anni più caldi come temperatura superficiale media globale. Tale temperatura è aumentata di 0,74°C nel periodo 1906-2005 (…). Nei prossimi due decenni, perdurando le condizioni attuali, si stima un riscaldamento di circa 0,2°C per decennio. La precipitazione media globale a livello del mare è aumentata da 1,8 mm/anno (1961) a 3,1 mm/anno (1993).L’estensione dei ghiacci artici si è ridotta dal 1978 del 2,7% per decennio e i ghiacciai alpini si sono ritirati in entrambi gli emisferi”.

da: Appello alla 15° Conferenza delle Parti – COP15, Copenhagen Dicembre 2009 (appello di medici, ricercatori e scienziati italiani per il controllo dei cambiamenti climatici)

Il clima sta cambiando più velocemente di quanto si prevedesse anche solo due anni fa. Continuare a comportarci come se niente fosse equivale a rendere inevitabile una trasformazione pericolosa, forse catastrofica del clima nel corso di questo secolo”.

José Manuel Barroso (2009)

Le prove scientifiche ora indicano che anche un aumento di due gradi comporterebbe considerevoli difficoltà per le popolazioni povere e vulnerabili nel mondo, specialmente quelle che vivono nelle isole e sulle coste. Quindi una riduzione del 40% delle emissioni è quella minima richiesta per fornire una migliore chance di evitare devastazioni in questi paesi e comunità“.

Saleem Huq (Istituto internazionale per l’Ambiente e lo Sviluppo, 2009)

Non ci sarà data una seconda possibilità per limitare gli effetti del cambiamento climatico se non riusciremo a raggiungere un accordo a Copenhagen”.

Gordon Brown (2009)

Il tempo per evitare la catastrofe ambientale fisica e chimica, degli ecosistemi biologici e dei singoli organismi viventi, quindi il collasso della Terra, è stimato in 5-10 anni, nei quali diviene necessario ridurre le emissioni carboniche e stabilizzarne la concentrazione”.

da: Appello alla 15° Conferenza delle Parti – COP15, Copenhagen Dicembre 2009 (appello di medici, ricercatori e scienziati italiani per il controllo dei cambiamenti climatici)

In assenza di sforzi ulteriori rispetto a quelli attuali per ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera, i danni causati dal cambiamento climatico sarebbero equivalenti ad una riduzione del PIL mondiale del 5-20% (al 2050)”.

Nicolas Stern – The Stern Review on the Economics of Climate Change (2006)

La spinta verso la decarbonizzazione sarà uno degli elementi trainanti della crescita economica globale e nazionale nel prossimo decennio”.

Gordon Brown (2009)

Azioni immediate per stabilizzare la concentrazione dei gas serra a livelli che impediscano l’innescarsi di cambiamenti climatici di vaste proporzioni (550 ppm) costerebbe all’anno circa l’1% del prodotto interno lordo mondiale (al 2050)”.

Nicolas Stern – The Stern Review on the Economics of Climate Change (2006)

“Abbiamo bisogno di (…) programmi per le energie rinnovabili, soluzioni per salvare le foreste”.

Ban Ki-moon (2009)

Nella produzione di energia elettrica entro il 2050 bisognerà mirare all’obiettivo di emissioni zero, se si vuole scongiurare una catastrofe ambientale”.

Paolo Frankl (Capo dell’Unità per l’energia rinnovabile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia – IEA, 2010)

Considerato che la deforestazione provoca tra il 15 e il 20 per cento delle emissioni di tutto il pianeta (più delle auto, degli aerei e delle navi), prevenire la distruzione della foresta può essere un modo per contrastare i cambiamenti climatici”.

BBC (http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/8359397.stm)

 

Climate change is real. It is here, and it is happening now, in our backyards and around the globe”.

Dr. Jane Lubchenco (NOAA Administrator)

 

There is still time to avoid the worst impacts of climate change, if we take strong action now. The scientific evidence is now overwhelming: climate change is a serious global threat, and it demands an urgent global response”.

Nicolas Stern – The Stern Review on the Economics of Climate Change (2006)

 

“…..our actions over the coming few decades could create risks of major disruption to economic and social activity, later in this century and in the next, on a scale similar to those associated with the great wars and the economic depression of the first half of the 20th century. And it will be difficult or impossible to reverse these changes. Tackling climate change is the pro-growth strategy for the longer term and it can be done in a way that does not cap the aspirations for growth of rich or poor countries”.

Nicolas Stern – The Stern Review on the Economics of Climate Change (2006)

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