Made Green in Italy: Impronta ambientale di prodotto

Made Green in Italy: Impronta ambientale di prodotto

Il Made Green in Italy, ovvero il primo schema certificativo nazionale sull’Impronta ambientale di prodotto, viene definito il 2 febbraio 2016 con l'entrata in vigore del Collegato ambientale alla Legge di stabilità 2016 (Legge 221/15).

Attraverso il Made Green in Italy si vuole legare la dichiarazione di sostenibilità dei prodotti alla loro italianità, per dimostrare come un prodotto di qualità possa anche essere green: lo schema Made Green Italy, ed il marchio collegato, vuole quindi rappresentare uno strumento per incrementare la competitività del sistema produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti a elevato valore ambientale sui mercati nazionali e internazionali.

Made Green in Italy: l’impronta ambientale dei prodotti, in una logica di LCA (Life Cycle Assessment)

Il Made Green in Italy è pensato secondo il nuovo approccio europeo della PEF (Product Environmental Footprint) che integra l’approccio metodologico “tradizionale” alla valutazione ambientale di prodotto/servizio collegato alle Dichiarazioni ambientali di prodotto (DAP – EPD) ai sensi della ISO 14025.

Infatti la Legge 221/15 del 28 dicembre 2015, recepimento del sopracitato Collegato, al suo art. 21 (“Schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale”) introduce lo schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti denominato Made Green in Italy.

Il Made Green in Italy è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 maggio 2018 come Regolamento per l'attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti, adottato dal Ministro dell'Ambiente lo scorso 21 marzo. Il provvedimento entra in vigore il 13 giugno 2018.

Made green in Italy e PEF (Product Environmental Footprint).

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Lo schema Made Green in Italy adotta la metodologia per la quantificazione dell’impronta ambientale dei prodotti (PEF – Product Environmental Footprint), come definita dalla Raccomandazione 2013/ 179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013, che entro centottanta (180) giorni dalla data di entrata in vigore della Legge 221 (il 2 febbraio 2015) verrà normata nel suo funzionamento tecnico con apposito regolamento del MATTM (Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare).

Prospettive dello schema Made green in Italy

Lo schema certificativo Made Green in Italy, che codifica anche uno specifico marchio ambientale, sottende infatti alla famiglia delle dichiarazioni di performance ambientale dei prodotti basate sulla quantificazione degli impatti ambientali mediante le metodologie di valutazione di ciclo di vita dei prodotti (LCA – Life Cycle Assessment), con controllo indipendente di terza parte.

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Parlando del nuovo Schema Made Green in Italy ci si riferisce quindi ad uno strumento certificativo inserito nel contesto delle etichette ambientali di III° tipo, ad oggi coerenti con le indicazioni della norma IS0 14025 (“Etichette e dichiarazioni ambientali - Dichiarazioni ambientali di Tipo III”).

Secondo la Legge 211/15, lo schema nazionale volontario Made green in Italy (ed il relativo regolamento) è finalizzato a (testualmente dall’articolato normativo):

a) promuovere l’adozione di tecnologie e disciplinari di produzione innovativi, in grado di garantire il miglioramento delle prestazioni dei prodotti e, in particolare, la riduzione degli impatti ambientali che i prodotti hanno durante il loro ciclo di vita, anche in relazione alle prestazioni ambientali previste dai criteri ambientali minimi di cui all’articolo 68 -bis del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, introdotto dall’articolo 18 della presente legge;

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b) rafforzare l’immagine, il richiamo e l’impatto comunicativo che distingue le produzioni italiane, associandovi aspetti di qualità ambientale, anche nel rispetto di requisiti di sostenibilità sociale;

c) rafforzare la qualificazione ambientale dei prodotti agricoli, attraverso l’attenzione prioritaria alla definizione di parametri di produzione sostenibili dal punto di vista ambientale e della qualità del paesaggio;

d) garantire l’informazione, in tutto il territorio nazionale, riguardo alle esperienze positive sviluppate in progetti precedenti, e in particolare nel progetto relativo allo schema di qualificazione ambientale dei prodotti che caratterizzano i cluster (sistemi produttivi locali, distretti industriali e filiere) sviluppato con il protocollo d’intesa firmato il 14 luglio 2011 tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico e le regioni Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Sardegna, Marche e Molise.

frutta_verdura_italiana-PEF-Made-Green-in-ItalyUn particolare focus è quindi previsto per i prodotti agricoli, che sono esplicitamente citati come categoria prioritaria per cui definire le specifiche per la certificazione: il piano di lavoro complessivo sarà adottato entro un anno nella forma di un Piano d’azione nazionale in materia di consumo e produzione sostenibili che preveda particolare attenzione al settore del turismo.

Made green in Italy e rendicontazione delle performance ambientali dei prodotti

Lo schema Made Green in Italy permetterà di promuovere i prodotti e servizi italiani più agevolmente, potendo contare su dichiarazioni tecniche certificate che garantiscano agli stakeholder aziendali la solidità delle affermazioni circa la sostenibilità ambientale dei prodotti nazionali.

L’internazionalizzazione dei prodotti italiani può passare anche da questi strumenti innovativi, che tra l’altro avranno la responsabilità di rafforzare la credibilità delle produzioni italiane nei paesi dove questa non è ancora riconosciuta appieno.

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Ulteriore riferimento da cui deriva l’iniziativa parlamentare è la comunicazione della Commissione europea «Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse » (COM(2011) 571 definitivo), e in particolare la parte concernente la strategia in materia di consumo e produzione sostenibili.

Lo schema Made Green in Italy avrà ampie similitudini con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto "classica" (EPD - Environmental Product Declaration) poiché sarà impostato a partire dal medesimo tipo di strumento certificativo espresso a livello europeo dalla PEF (Product Environmental Footprint) di cui al precedente link per maggiori informazioni.

MM e PV per Rete Clima

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