Rifugiati climatici: una realtà confermata dalla scienza…..anche in Siria

Rifugiati climatici: una realtà confermata dalla scienza…..anche in Siria

Un esodo di centinaia di migliaia di siriani sta mettendo in difficoltà l’Europa: ma per quale motivo si sono messi in marcia?

Di certo la guerra, ma non solo: un recente studio scientifico che individua infatti uno stretto legame tra questo fenomeno e il climate change.

Sappiamo infatti che l’aumento del livello dei mari, le siccità prolungate e i fenomeni meteorologici di straordinaria intensità sono tra gli effetti dei cambiamenti climatici, e che sempre di più spesso ne sperimenteremo gli effetti immediati e le conseguenze a lungo termine.

Parlando dell’Italia, a tale proposito dovremmo ricordare il nubifragio toscano del 24 Agosto scorso, i più recenti fenomeni in Liguria e Toscana, e i moltissimi altri disastri che si fatica a tenere a mente ma che impattano sulla vita delle popolazioni.

In Italia come in tutto il pianeta, specialmente in alcune aree di esso:
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(fonte: BBC)

Sono fenomeni sempre più diffusi, che oltre alla distruzione fisica alimentano tensioni socio-politiche e possono anche portare masse di uomini e donne a fuggire dai propri territori: è quanto è capitato in Siria, secondo uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, che fornisce le prove del fatto che la siccità tra il 2007 e il 2010 abbia contribuito al conflitto.

california_siccitàSi tratta di uno dei periodi più secchi, che ha distrutto il 60 per cento delle aziende e ucciso l'80 per cento del bestiame, che ha generato un milione e mezzo di rifugiati climatici nelle città.

Spiegano gli scienziati che: “Il trend secolare delle precipitazioni, la temperatura e la pressione a livello del mare, sostenuti da risultati dei modelli climatici, suggeriscono fortemente che il forcing antropogenico abbia aumentato la probabilità di siccità gravi e persistenti in questa regione: le influenze umane sul sistema climatico sono coinvolte nel conflitto in atto in Siria”.

Ed è così che i contadini sono stati ridotti in miseria, mentre gli abitanti delle città hanno lottato per far fronte alla carenza d'acqua, alla disoccupazione, all'aumento del costo della vita e all'oppressione: già nel 2011, la società siriana era una polveriera pronta a esplodere.

siccità2Guardiamo ora al quadro d’insieme, poiché molte regioni del mondo potrebbero vivere una siccità senza precedenti entro il 2050. E il rischio di alluvioni non è da meno secondo la ricerca dell’Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati (IIASA) e del Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea presentata durante la European Geosciences Union’s General Assembly svolta a Vienna lo scorso Aprile.

Entro il 2050 tredici delle ventisei regioni del mondo sono a rischio a causa della siccità. È quanto emerge da uno studio di Yusuke Satoh, un ricercatore dell’Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati.

Tutto ciò ci pare di particolare interesse, in attesa della prossima Conferenza ONU sul Clima, la COP 21 di Parigi di fine Novembre da cui molti, noi compresi, sperano possa venire una decisione epocale: l’abbattimento delle emissioni globali di CO2 e la transizione verso un’economia decarbonizzata che ci porti lontano da uno scenario climatico sempre più preoccupante.


MM e PV per Rete Clima®