Europa e riscaldamento climatico: il decennio 2002-2011 è stato il più caldo di sempre

Europa e riscaldamento climatico: il decennio 2002-2011 è stato il più caldo di sempre

Se negli USA la NOAA ha appena confermato che il 2012 è stato l’anno più caldo della storia degli USA, già alla fine del 2012 la Aea (Agenzia Europea dell’Ambiente) aveva confermato che addirittura l’intero ultimo decennio 2002-2011 è stato il più caldo di sempre.

Secondo il report "Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012" il decennio 2002 - 2011 è infatti stato il più caldo mai registrato in Europa, con una temperatura della superficie terrestre più alta di 1,3°C rispetto alla temperatura media dell’epoca preindustriale.

Dal report dell’Aea: "Diversi modelli di proiezione evidenziano che la temperatura in Europa potrebbe alzarsi di 2,5 - 4°C verso la fine del XXI secolo, rispetto alla media del 1961-1990" (…) "Il cambiamento climatico sta interessando tutte le regioni d'Europa, causando una vasta serie di ripercussioni sulla società e sull'ambiente" (…) "Ulteriori effetti in futuro, con danni potenzialmente elevati in termini di costi".

Costi e salute umana, dal momento che le ondate di calore determineranno un aumento dei decessi mentre il progressivo riscaldamento determinerà una espansione dell’areale vitale di zecche, flebotomi e zanzare portatrici di malattie per l’uomo.

L’aumento delle temperature modificherà anche il ciclo dell’acqua, determinando una diminuzione delle piogge nell’Europa meridionale ed invece un loro aumento nell’Europa settentrionale.

Dal report della Aea: "Si prevede che gli eventi climatici estremi diventeranno sempre più intensi e frequenti e i futuri cambiamenti climatici contribuiranno ad accentuare la vulnerabilità di tale situazione".

E ritorna un monito già ben chiaro nella bozza del report Ncdac, secondo sui la società rischia di non essere pronta ad affrontare le conseguenze delle mutazioni del clima: "Se le società europee non adotteranno misure di adattamento, si prevede che i costi legati ai danni continueranno ad aumentare" (…) "Alcune regioni saranno meno in grado di adattarsi al cambiamento climatico rispetto ad altre, in parte a causa delle disparità economiche in Europa. Gli effetti del cambiamento climatico potrebbero ampliare tali disuguaglianze".

Il rapporto lancia un allarme per la flora: "Entro la fine del XXI secolo, le specie vegetali europee s dovrebbero spostarsi diverse centinaia di chilometri più a nord, le foreste potrebbero contrarsi a sud ed espandersi a nord e circa la metà delle specie vegetali di montagna possono estinguersi. Il tasso del cambiamento climatico dovrebbe superare la capacità di migrazione di molte specie di piante, in particolare la frammentazione del paesaggio può limitarne il movimento".

Jacqueline McGlade (Direttrice esecutiva dell'Aea): "Il cambiamento climatico è una realtà di dimensioni mondiali, e la portata e la velocità del cambiamento stanno diventando sempre più evidenti. Ciò significa che ogni componente del sistema economico, incluse le famiglie, deve adattarsi e ridurre le emissioni".


Lo Staff di Rete Clima®