I costi della catastrofe climatica: dal 2000 ad oggi spesi circa 2.500 miliardi di dollari (ed intanto il settore privato si assicura contro i danni climatici)

Parlavamo recentemente in questa sede dell’avvertimento della IEA a proposito della catastrofe climatica che si prospetta all’orizzonte.

Già nel 2007 il Rapporto Stern aveva realizzato innovative considerazioni dimostrando che i costi collegati ad immediate azioni di mitigazione climatica sarebbero stati inferiori ai costi per i danni ambientali collegati al climate change (si noti che Sir Nicholas Stern ha recentemente peggiorato le previsioni sui destini climatici del Pianeta, rinforzando le proprie considerazioni sui benefici della prevenzione rispetto ai costi prospettici collegate al cambiamento climatico).

Ed effettivamente il passare degli anni mostra che i costi dei danni ambientali sono crescenti e impressionanti: venendo ad oggi, secondo il nuovo rapporto il "Global Assessment Report on Disaster Risk Reduction" (Gar13) dell'Unisdr recentemente presentato a New York: "Dall'inizio del XXI secolo, l'economia mondiale ha subito perdite per 2.500 miliardi di dollari a causa delle catastrofi naturali".

(…) "La trasformazione rapida dell'economia mondiale nel corso degli ultimi 40 anni ha condotto ad un numero crescente di catastrofi, tanto nei Paesi ricchi che nei Paesi poveri. La ricerca di costi ridotti ed un aumento della produttività costringono in effetti le imprese a scegliere dei siti pericolosi, senza prestare attenzione alle conseguenze sulla catena di distribuzione".

ban_ki-moon_portraitSecondo Ban Ki-moon (Segretario Generale dell’ONU): "Non possiamo ignorare l'importanza di queste cifre. Le perdite economiche dovute alle catastrofi sono incontrollabili, possono essere ridotte solo grazie a partnership con il settore privato, tra cui le banche di investimenti e le compagnie di assicurazione. Da troppo tempo, i mercati hanno cercato i profitti a breve termine a detrimento della resilienza e della sostenibilità. Alla fine devono comprendere che la riduzione dell'esposizione ai rischi di catastrofe non è un costo supplementare ma, al contrario, un'opportunità di accrescere la redditività degli investimenti a lungo termine".

Secondo i dati del rapporto, nel solo 2012 si sono verificate a livello mondiale circa 310 catastrofi naturali, come terremoti, uragani, inondazioni e siccità, le quali hanno causato la morte di 9.300 persone e fatto 106 milioni di sinistrati.

Ancora Ban Ki-moon: "Se i governi hanno la responsabilità di ridurre i rischi di catastrofi, quest'ultime sono anche legate alle scelte ed alle strategie di investimento del settore privato al quale spetta di decidere quanto e dove investire, visto che tra il 70 e l'85% degli investimenti mondiali nella costruzione di nuovi edifici, nell'industria e nello sviluppo delle infrastrutture nel mondo sono assicurati dalle società private".

Margareta Wahlström (rappresentante dell'Onu per l'Unisdr): "In seguito alla crisi finanziaria mondiale, i rischi di catastrofe rappresentano una nuova categoria di titoli tossici che pesano in rischi per migliaia di miliardi di dollari. Le perdite economiche colossali della catastrofe nucleare e dello tsunami in Giappone, le inondazioni in Thaïlandia e le distruzione dell'uragano Sandy negli Usa, di mostrano l'importanza di questi impegni". (…) "Per creare un mondo più sicuro, il sensibile cambiamento di atteggiamento nel settore privato deve subito trasformarsi in un approccio più sistematico della gestione dei rischi di catastrofe, in partnership con il settore pubblico".

Joseph Rizzo (Global Relationships Partner di PwC, Azienda impegnata in una partnership a livello mondiale con l'Onu): "Abbiamo collaborato con 14 grandi multinazionali per identificare delle metodologie di riferimento in materia di riduzione dei rischi. Questo lavoro rivela che i quadri superiori sono sempre più coscienti della vulnerabilità delle loro imprese di fronte alle catastrofi e cominciano a privilegiare il rafforzamento della gestione dei rischi. Nel settore privato, la redditività del rafforzamento della gestione dei rischi di catastrofe è chiara: questa permette di circoscrivere le incertezze, di assicurare la fiducia, di comprimere i costi e di creare valore".

I 2.500 miliardi di dollari di perdite collegati al climate change, come evidenziati nel report dell'Unisdr, danno l’evidenza di come le dinamiche climatiche pesano e peseranno in maniera importante nell’economia globale.
Le azioni di mitigazione ed adattamento sono quindi necessarie, oggi più che mai, per cercare di circoscrivere gli effetti del climate change entro limiti relativamente modesti.


Lo Staff di Rete Clima®

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