Il cambiamento climatico è di origine antropica: la conferma (anche) dall’intelligenza artificiale

Ha fatto molto parlare la recente uscita di Donald Trump che ha contestato l’esistenza del riscaldamento climatico in ragione delle rigide condizioni meteorologiche (gelo e tempeste di neve) in una parte degli Stati Uniti.

Si tratta di confusione tra clima (andamento medio delle condizioni metereologiche su lungo periodo) e tempo meteorologico (andamento sul breve periodo) o, più verosimilmente, di uno strumentale tentativo di riportare confusione verso la problematica del cambiamento climatico, che è invece scientificamente chiara oltre che ben comprensa dal punto di vista della sua origine umana?

In questo contesto è significativo segnalare uno studio italiano (in download a fondo pagina) realizzato da ricercatori dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr), dell’Università di Torino e dell’Università di Roma Tre, che descrive l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per spiegare la causa (antropica) dei cambiamenti climatici.

Lo studio, Attribution of recent temperature behaviour reassessed by a neural-network method, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports del gruppo Nature e si costituisce come un tentativo di superare l’approccio scientifico “classico” (benchè completamente valido) che individua le cause umane del riscaldamento del pianeta utilizzando modelli climatici globali i quali ovviamente si basano sulla conoscenza della fisica dei molti fattori che fanno parte del sistema climatico globale.

Antonello Pasini (Ricercatore dell’Iia-Cnr e autore dello studio): "Tutti questi modelli attribuiscono alle azioni umane, in particolare all’emissione di gas serra come l’anidride carbonica, l’aumento delle temperature nell’ultimo mezzo secolo, e questa uniformità di risultati non sorprende, poiché i modelli sono piuttosto simili tra loro. Un’analisi completamente diversa consentirebbe pertanto di capire meglio se e quanto questi risultati siano solidi".

Il gruppo di ricerca ha quindi provato a analizzare le cause dell’alterazione dell’equilibrio del sistema climatico globale prescindendo dalle attuale (e valide) conoscenze scientifiche, ma basandosi solo su un modello di rete neurale (intelligenza artificiale) che ‘impara’ esclusivamente dai dati climatici osservati.

La logica è quella alla base della crescita del cervello di un bambino che aggiusta pian piano i propri circuiti neuronali e, dall’osservazione dell’ambiente in cui vive, impara regole e relazioni causa-effetto che regolano quello stesso ambiente.

Pasini: "Come questo bimbo, il modello di cervello artificiale che abbiamo sviluppato ha studiato i dati climatici disponibili e ha trovato le relazioni tra i fattori naturali o umani e i cambiamenti del clima, in particolare quelli della temperatura globale” (…) Le reti neurali da noi costruite confermano che la causa fondamentale del riscaldamento globale degli ultimi 50 anni è l’aumento di concentrazione dei gas serra, dovuto soprattutto alle nostre combustioni fossili e alla deforestazione.


Ma il nostro modello permette di ottenere di più: ci dà informazioni sulle cause di tutte le variazioni di temperatura dell’ultimo secolo. Così, si vede che, mentre l’influsso solare non ha avuto alcun peso sulla tendenza all’aumento degli ultimi decenni, le sue variazioni hanno causato almeno una parte dell’incremento di temperatura cui si è assistito dal 1910 al 1945. La pausa nel riscaldamento registrata tra il 1945 e il 1975, invece, è dovuta all’effetto combinato di un ciclo naturale del clima visibile particolarmente nell’Atlantico e delle emissioni antropiche di particelle contenenti zolfo, a loro volta causa di cambiamenti nel ciclo naturale
".

(clicca qui per l'analisi dei grafici che illustrano il ruolo di fattori antropici e non antropici nella storia del cambiamento climatico globale)

Un approccio interessante ed innovativo, che mostra ancora una volta l’evidenza del fatto che il riscaldamento climatico è –in primis- un fatto antropico.

E se l’uomo ne è la causa ne deve essere anche la soluzione, per contenere i rischi climatici e tutelare la propria esistenza in equilibrio con il Pianeta.

Lo Staff di Rete Clima®

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