Conclusa la Cop 23 di Bonn: (pochi) passi avanti, in continuità con gli obiettivi di Cop 21 Parigi

Si è conclusa sabato mattina la Cop 23, la 23ma edizione della Conferenza delle Parti: si tratta dell'appuntamento annuale dei Paesi aderenti alla UNFCCC (Conferenza dell'ONU sui Cambiamenti Climatici) finalizzato ad analizzare i risultati raggiunti e a ri-orientare obiettivi ed azioni di mitigazione climatica globale.

La Conferenza si è svolta in Germania, a Bonn, ma è stata presieduta dal governo delle Fiji: significativo che la Conferenza sia stata guidata da un paese che vede la concretezza del cambiamento climatico in forma di un importante innalzamento dell'Oceano, che potrà interamente sommergere le sue isole.

Anche questa Cop 23 ha evidenziato una importante complessità negoziale, in questo caso legata alle specifiche tecniche in merito all'applicazione dell'Accordo partorito alla Cop 21 di Parigi 2015: questa Cop non ha portato a risultati eccezionali e innovativi, quanto "solo" alla definizione delle procedure per arrivare alla revisione degli impegni degli Stati, in direzione di un maggior taglio delle emissioni nazionali di gas ed effetto serra.


Nel documento finale della Cop il Presidente della Conferenza e Premier delle delle Fiji (Frank Bainimarama), ha istituto un tavolo di discussione chiamato "Talanoa dialogue" ("talanoa" nella lingua Fiji indica l'azione di dialogo e di decisione condivisa): dal gennaio 2018 questo tavolo provvederà ad aggiornare (al rialzo) gli obiettivi climatici nazionali in vista della prossima Cop 24 in Polonia e del Global Stocktake del 2020, momento in cui i contributi nazionali volontari di riduzione emissiva (NDCs) verranno aggiornati al rialzo per raggiungere gli obiettivi di Cop 21 di Parigi (e contenere l'aumento di temperatura entro i +2°C).


La necessità di revisione degli impegni di riduzione emissiva risiede nel fatto che, come sottolineato durante la Cop, se l'inerzia dei governi globali non cambierà molto rapidamente alla fine del secolo il Pianeta si troverà di fronte ad un disastroso aumento della temperatura media globale anche oltre i +3 C°.

Durante la Conferenza di Bonn sono intervenuti come ospiti e relatori la Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Emmanuel Macron, i quali hanno ribadito un comune impegno alla decarbonizzazione: inoltre in questa sede assembleare l'Italia insieme a più di 20 Paesi hanno stretto una alleanza (la "Global Alliance to Power Past Coal") per terminare la produzione di energia elettrica dal carbone.


A Bonn gli USA hanno invece giocato una partita di retroguardia: se da un lato hanno infatti affermato di essere ancora disponibili a restare dentro l'Accordo di Parigi (a patto di una revisione degli impegni), dall'altra hanno giocato un ruolo poco attivo e complessivamente marginale: è stato invece molto significativo e positivo il ruolo di molti Stati e Città americane guidate da Jerry Brown, Governatore democratico della California, che hanno invece annunciato i loro impegni a contrasto del cambiamento climatico.

Non positivi invece i limitati (se non nulli) avanzamenti in merito al Fondo per l'adattamento ed al meccanismo "loss and damage" ("perdite e danni"): quest'ultimo meccanismo, in particolare, dovrebbe regolare il rimborso per i paesi poveri a seguito dei danni collegati al cambiamento climatico da parte degli Stati più inquinanti. In questo campo è stata data rilevanza al settore assicurativo privato, che però si costituisce come un sistema oneroso per i Paesi in Via di Sviluppo oltre che non particolarmente adatto a risarcire i danni di piccola entità non legati ai grandi eventi meteoclimatici estremi.

(Dalla pagina ufficiale conclusiva della COP 23 di Bonn) "Il messaggio comune di tutte le Parti presenti a questa conferenza è stato che l'azione per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo sui cambiamenti climatici di Parigi (e contestualmente raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030) è urgente: il tempo sta per scadere e tutti devono fare meglio ed insieme per sviluppare più rapidamente l'azione di mitigazione climatica.

Soprattutto ciò significa aumentare l'attuale azione verso il cambiamento climatico, così come affrontato nella serie dei Piani nazionali per l'azione climatica (NDC) che sono il cuore dell'Accordo".

Mariagrazia Midulla (Responsabile clima ed Energia del Wwf Italia): "La sensazione che abbiamo avuto in questa conferenza è stata che effettivamente la transizione è in atto e che ha molti protagonisti, dalle città alle aziende. Abbiamo visto molta meno pubblicità e molta più comunicazione effettiva tra i diversi attori. L’esperienza statunitense insegna che da (grandi) difficoltà possono venire spinte ancor più forti, perché la minaccia climatica riguarda tutti, cittadini e mondo economico, come anche le soluzioni".

E non si può non evidenziare il ruolo importate giocato dalla società civile, che a Cop 23 ha dimostrato l'ampia gamma di attività, progetti e tecnologie sviluppate volontariamente in direzione del contrasto al cambiamento climatico: d'altronde, così come più volte sottolineato dal premier delle Isole Fiji, "siamo tutti nella stessa canoa, simbolo del viaggio che dobbiamo fare insieme".

A questa pagina web gli approfondimenti in merito agli impegni presi durante questa Cop23.

A questa pagina i documenti collegati alla Cop.

Lo Staff di Rete Clima®

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